Politica - 05 maggio 2026, 16:54

118 Liguria, l'attacco di Enrico Ioculano: “Accentramento a Genova senza pianificazione, emergono criticità previste”

Il consigliere PD denuncia errori organizzativi, carenze di personale e mancato confronto: “Rischiano lavoratori e qualità del servizio”

118 Liguria, l'attacco di Enrico Ioculano: “Accentramento a Genova senza pianificazione, emergono criticità previste”

Sul progetto di accentramento del servizio 118 ligure da Imperia a Genova, emergono criticità che, secondo l’opposizione, erano state segnalate da mesi. A sollevare il caso è Enrico Ioculano, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Salute, che parla di una situazione ormai evidente. “Non si tratta più di perplessità: oggi siamo di fronte alla conferma puntuale di problemi prevedibili”, afferma Ioculano, sottolineando come le difficoltà attuali rappresentino la concretizzazione di timori già espressi in precedenza.

Uno dei nodi principali riguarda la costituzione del gruppo di lavoro tecnico regionale, istituito il 20 aprile per accompagnare il processo. Nella sua prima composizione mancava una figura medica, elemento che il consigliere definisce “un errore grave e incomprensibile” per una riorganizzazione che incide direttamente sulla gestione delle emergenze sanitarie. Solo successivamente sarebbe stata corretta questa mancanza, ma resta aperta la questione: “Com’è stato possibile non prevederlo fin dall’inizio?”.

A ciò si aggiunge un altro elemento critico: la necessità di reperire ulteriore personale sanitario e tecnico dalle altre centrali liguri per supportare Genova. Una situazione che, secondo Ioculano, dimostra chiaramente come “l’organizzazione non fosse pronta” e sia ora costretta a rincorrere soluzioni già prevedibili. Il consigliere insiste su un punto centrale: l’impossibilità di comprimere in tempi stretti un accorpamento così complesso senza una pianificazione solida. “Oggi i fatti ci danno ragione”, afferma, evidenziando anche il rischio che le inefficienze ricadano sui lavoratori, chiamati ad adattarsi senza un percorso chiaro.

Non mancano poi le critiche sul piano delle relazioni sindacali. Il confronto con le rappresentanze dei lavoratori viene ritenuto insufficiente, nonostante la portata dell’intervento richieda, secondo Ioculano, il pieno rispetto delle regole e un coinvolgimento reale. Infine, l’appello alla Giunta regionale: “Smetta di inseguire le emergenze che essa stessa ha contribuito a creare e apra finalmente un confronto serio con operatori, professionisti e territori”. Un richiamo netto che si chiude con un monito altrettanto chiaro: “Sulla gestione dell’emergenza-urgenza non sono ammissibili improvvisazioni”.

Carlo Alessi

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