Il Salone di Palazzo Roverizio gremito in ogni ordine di posti, un pubblico attento, quasi sospeso, e una sensazione condivisa: quella di assistere a qualcosa di raro. È in questo clima che, sabato 2 maggio, il concerto della pianista lituana Julia Aleksandra ha superato ogni aspettativa, trasformandosi in un’esperienza musicale fuori dall’ordinario. Non si è trattato di una semplice esecuzione, ma di un vero e proprio racconto in musica. L’artista ha accompagnato ogni brano con spiegazioni essenziali, guidando il pubblico lungo un percorso capace di unire tradizione e sperimentazione in modo naturale e coinvolgente.
A colpire non è stata soltanto la solidità tecnica, ma soprattutto la sorprendente capacità di improvvisare su strutture classiche, dando vita a momenti unici, irripetibili. Una cifra stilistica che ha reso il concerto una vera prima nel suo genere, lasciando la sala immersa in un silenzio carico di stupore. Nel corso della serata si sono alternati calorosi applausi a momenti di autentica commozione. Tra il pubblico, qualcuno ha parlato apertamente di brividi, altri di un’emozione difficile da tradurre in parole. Una spettatrice ha sintetizzato perfettamente il clima vissuto in sala:
«Ho provato i brividi come quando ascoltai per l’ultima volta Arturo Benedetti Michelangeli.»
Un concerto che non si è limitato a essere apprezzato, ma che ha lasciato un segno raro, profondo e condiviso, confermando come la musica, quando si fa esperienza viva, possa ancora sorprendere e toccare corde intime e universali.






