La Corte d’Appello di Genova, con ordinanza del 22 aprile scorso, ha respinto il reclamo presentato da undici ricorrenti che avevano avviato una class action per ottenere il rimborso delle sanzioni elevate tramite l’autovelox installato sull’Aurelia Bis, oltre al risarcimento dei danni legati alla decurtazione dei punti patente. La decisione conferma quanto già stabilito in primo grado dalla Sezione Specializzata delle Imprese del Tribunale di Genova, che aveva dichiarato il ricorso inammissibile, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio a favore della Provincia di Imperia, quantificate in 3.562 euro oltre accessori di legge.

Nonostante il reclamo presentato successivamente, la Corte d’Appello ha ribadito la linea già tracciata, confermando integralmente l’ordinanza precedente e aggravando ulteriormente la posizione degli undici cittadini. I ricorrenti sono stati infatti condannati al pagamento delle spese di lite pari a 9.991 euro per ciascuna controparte, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA. La Provincia di Imperia, difesa in entrambi i gradi di giudizio dall’avvocato Roberto Damonte del Foro di Genova, esce dunque vittoriosa dalla vicenda. Complessivamente, le spese riconosciute ammontano a quasi 20.000 euro, rappresentando una condanna particolarmente onerosa per i ricorrenti.
Secondo quanto emerge dall’ordinanza, le tesi difensive avanzate sono state considerate “completamente infondate”, mentre l’azione promossa è stata ritenuta “totalmente inammissibile”. La pronuncia chiude quindi, almeno sul piano giudiziario, la controversia relativa alle sanzioni elevate tramite l’autovelox dell’Aurelia Bis, confermando la legittimità dell’operato dell’ente e respingendo definitivamente le richieste risarcitorie avanzate.





