(Adnkronos) - "Sarà un 1° maggio a Marghera, una località simbolo del nostro Paese perché nel recente passato vi era una concentrazione industriale straordinaria: i grandi cantieri navali, le grandi aziende chimiche, il settore edile, il settore del legno. C'erano settori industriali fortissimi in quell'area, ora purtroppo penalizzati dal fatto che il comparto industriale in Italia ha affrontato grosse difficoltà negli ultimi anni. È quindi necessario riprendere un'iniziativa politica da parte del sindacato, da parte delle forze politiche, per dare slancio e forza al comparto industriale". Così, con Adnkronos/Labitalia, Mauro Franzolini, segretario generale della FenealUil, interviene sulla ricorrenza del 1° maggio che quest'anno vedrà i comizi dei segreteria generali di Cgil, Cisl e Uil a Marghera.
"Il mio invito ai lavoratori è di partecipare all'iniziativa del 1° maggio -sottolinea Franzolini- alla festa del lavoro. Un'iniziativa che non vuole essere una celebrazione fine a se stessa, ma anche e soprattutto un momento di discussione, di proposta e, se è il caso, anche di protesta, come lo sarà a Santeramo dove la FenealUil sarà presente per portare avanti la vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori Natuzzi, perché alla fine è evidente che alcune crisi industriali che si stanno attanagliando nel Paese presentano il conto" sui lavoratori, sottolinea il leader del sindacato degli edili della Uil.
"Un 1° maggio -ribadisce Franzolini- assolutamente all'insegna dei valori del lavoro e di quello che poi il sindacato rappresenta nel mondo del lavoro. La Costituzione repubblicana ha dato alle organizzazioni sindacali un peso di rappresentanza straordinario che nel caso di Cgil, Cisl e Uil è andato anche al di là di quelli che sono stati gli esiti e le storie dei partiti politici. Evidentemente abbiamo saputo stare fra i lavoratori, e con i lavoratori, e credo che questo sia testimoniato dal numero di iscritti alle organizzazioni sindacali che continua a rimanere così alto nel nostro Paese, anche in un momento in cui i soggetti collettivi, diciamo, non sono più così 'alla moda'", conclude.





