Scoppia la discussione in consiglio comunale a Ventimiglia durante la trattazione della pratica sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio per sentenze esecutive.
Dibattito acceso tra maggioranza e minoranza in particolar modo su trentasei ricorsi per autovelox. "36 ricorsi per autovelox. Continuiamo a pagare per l'eternità con i soldi dei cittadini" - afferma il consigliere comunale di minoranza Gabriele Sismondini - "La maggioranza deve risolvere questo problema. Non esiste che chi fa ricorso vince. Dovete risolvere questa situazione per rispetto di tutti i cittadini".
"Passeremo i prossimi due anni ad avere debiti fuori bilancio per gli autovelox" - dichiara il consigliere comunale di minoranza Alessandro Leuzzi - "Non è possibile, possiamo a trovare qualche soluzione. Il comune deve essere amico dei cittadini. Intanto bisognerebbe togliere l'autovelox".
"Mi sembra inutile ripetere che non stiamo parlando dell'efficacia degli autovelox come deterrente. Avete la consapevolezza riconosciuta dal giudice che state facendo un'azione legale sbagliata" - aggiunge il consigliere comunale di minoranza Vera Nesci - "Bisognerebbe che voi riusciste a trovare una soluzione. Vi sono 21 ricorsi in Cassazione. Avremo ulteriori ricorsi. Voterò contro".
"E' un problema nazionale, non è una questione politica. Si chiede di disattivare gli autovelox ma proprio in virtù della disgrazia avvenuta la settimana scorsa che probabilmente se ci fosse stato l'autovelox si sarebbe potuta evitare" - dichiara il consigliere comunale di maggioranza Roberto Parodi - "Non esiste in Italia un'autovelox monologato. Ogni comune in Italia sta attuando esattamente lo stesso sistema di Ventimiglia, non li spegne. Bisogna pensare alla sicurezza della gente. E' inaccettabile. Fare della strumentalizzazione politica appigliandosi a un cavillo politico è inaccettabile. Gli autovelox non vanno spenti".
"Non si transige sulla sicurezza. I ricorsi però aumentano, quindi significa che ci sono più multe" - afferma il consigliere comunale Nico Martinetto - "Organizzo eventi per avvicinare la gente alla sicurezza stradale".
"Se la soluzione è mettere un dosso sulla statale 20 leviamo l'autovelox ma faremo più danni" - interviene il consigliere comunale Enzo Di Marco - "Se c'è l'autovelox e prendi la multa, la paghi, sennò fai ricorso. Nel resto d'Italia spengono gli autovelox?".
"Non sono apparecchi illegali" - sottolinea il consigliere comunale Gabriele Amarella - "Ci muoviamo con coscienza. E' il Ministero del Mit che deve fare chiarezza. Personalmente se devo scegliere scegliamo di mantenere gli autovelox accesi. A Ventimiglia abbiamo un project, se li spegniamo ci potrebbe fare causa. Siamo per la sicurezza stradale che rappresenta l'uno per cento degli incassi. Se li spegniamo la concessionaria è legittimata a farci una causa da milioni di euro. Il project è molto vincolante".
"Sono d'accordo nel separare le due tipologie di pratiche" - dichiara il consigliere comunale Franco Ventrella - "L'aspetto numero uno non lo considerate neanche. E' giusto che chi supera la velocità paghi. Parliamo di un bilancio che vede 4 milioni di euro in entrata da questa situazione. Un importo che ci permette di fare molti interventi per la sicurezza della strada. Se noi procedessimo entreremo nelle sabbie mobili, rischieremmo di metterci a rischio i bilanci futuri. Ci attaccherebbero perché non abbiamo rispettato un contratto scritto. Ci chiedono i proventi di una mancata entrata per non aver posizionato un altro autovelox visto che non è stata individuata un'area in cui posizionarlo. I dispositivi della stradale non sono omologati. Deve essere chiaro".
"L'azienda è inadempiente. Ha sottoscritto un contratto" - mette in risalto il consigliere comunale Gaetano Scullino - "Capisco il primo mese quando la gente non sa, passa e prende le multe ma ora si sa. Non è più una sorpresa, si sa che ci sono autovelox. Non ci sono più gli incassi dei primi anni, sono diminuiti. Ci sono però tantissime multe sui semafori rossi, è un fatto".
La pratica passa nonostante il voto astenuto di Scullino e i quattro voti contrari della minoranza.





