Dopo lo scontro acceso in Consiglio comunale e l’abbandono dell’aula da parte della minoranza, arriva la replica del sindaco Daniele Cimiotti, che respinge le accuse e ricostruisce quanto accaduto durante la seduta. Secondo il primo cittadino, la decisione dell’opposizione di lasciare l’aula sarebbe legata alla richiesta, non accolta, di un ulteriore rinvio del Consiglio. “Hanno abbandonato l’aula perché, secondo loro, avremmo dovuto rinviare ancora una volta il Consiglio, sostenendo di non aver ricevuto tutta la documentazione”.
Cimiotti entra quindi nel merito della questione che ha fatto esplodere la tensione, quella relativa all’invio delle delibere ai consiglieri di minoranza. “Dal punto di vista formale noi non dobbiamo inviare alcun documento. Tutti gli atti erano depositati nei tempi previsti in segreteria, come stabilito dal regolamento e dallo Statuto”. Il sindaco precisa anche che l’invio via mail, contestato dalla minoranza, non rientra negli obblighi dell’ente. “In diverse occasioni li abbiamo anche trasmessi via mail, ma non è previsto. La procedura corretta è che i consiglieri vadano in segreteria, consultino gli atti e, se necessario, ne richiedano copia”. Da qui la posizione netta della maggioranza sulla richiesta di rinvio. “È stata chiesta una votazione per sospendere il Consiglio, ma non c’erano i presupposti. Lo ha ribadito anche il segretario comunale: dal punto di vista legale e formale non c’erano le condizioni per rinviare la seduta”. Sulla stessa linea la decisione politica della maggioranza. “Abbiamo votato per proseguire e quindi la seduta è andata avanti. A quel punto la minoranza ha deciso di abbandonare l’aula”.
Il sindaco interviene anche sulla polemica relativa all’interpellanza non inserita all’ordine del giorno. “L’interpellanza è stata presentata il 23 e il Consiglio era già convocato per il 27. L’ordine del giorno era stato già depositato, quindi sarà inserita nel primo Consiglio utile”. Un passaggio poi dedicato alla variazione di giunta legata alla farmacia comunale, altro tema contestato dall’opposizione. “Non era necessario portarla nuovamente in Consiglio perché l’intera pratica era già stata approvata. Si tratta di una piccola variazione, dovuta a esigenze emerse all’ultimo momento, sia per l’allestimento della nuova farmacia sia per il ripristino dei locali della vecchia”.
Cimiotti respinge quindi anche le critiche sul presunto mancato rispetto dei criteri di urgenza. “Parliamo di un adeguamento minimo, legato a necessità operative. Non c’era alcuna irregolarità”. Infine, il sindaco allarga lo sguardo al clima politico generale, riconoscendo una fase di tensione ma attribuendone le responsabilità anche all’atteggiamento dell’opposizione. “Il clima è caldo da entrambe le parti, ma devo dire che in sette anni l’opposizione non ha prodotto nulla, se non schermaglie formali. Sono critiche fini a sé stesse”.
Una presa di posizione netta che conferma la distanza tra maggioranza e minoranza, in un Consiglio comunale sempre più diviso. Dopo quanto accaduto in aula, il confronto politico a Ospedaletti appare tutt’altro che destinato a rientrare nel breve periodo.

















