La riorganizzazione della sanità ligure finisce al centro di un duro attacco da parte della FP CGIL Imperia, che definisce quanto sta accadendo come una “cronaca di una distruzione annunciata”. Le analisi del primo quadrimestre, secondo il sindacato, confermerebbero infatti tutte le criticità già denunciate nei mesi scorsi. La posizione è netta: non si tratta di una riforma da correggere, ma da eliminare completamente. Il progetto promosso dai vertici regionali viene descritto come un insieme di interventi disorganizzati, fatti di spostamenti di servizi e migrazioni del personale senza obiettivi chiari, con l’unico risultato di aumentare disagi per cittadini e operatori.
Secondo la FP CGIL Imperia, la riforma avrebbe un obiettivo preciso: “dimostrare che il servizio pubblico non funziona”, aprendo così la strada alla sanità privata, già oggi sostenuta – si denuncia – a discapito del sistema pubblico. Uno dei casi più emblematici riguarda la Centrale Operativa del 118 di Imperia, recentemente chiusa. Una struttura che aveva raggiunto livelli di eccellenza, ottenendo il riconoscimento “Angels Diamond” per la gestione dell’ictus cerebrale, ma che è stata comunque smantellata con la motivazione ufficiale di “ottimizzare il servizio”. Una giustificazione che il sindacato definisce senza mezzi termini “alquanto ridicola”, soprattutto alla luce delle difficoltà emerse subito dopo la chiusura. La centrale di Genova, infatti, non sarebbe pronta ad assorbire il carico di lavoro, con una carenza di personale definita “drammatica e preoccupante”.
Per far fronte all’emergenza, è stato richiesto un supporto temporaneo da Imperia: infermieri volontari si trasferiranno a Genova per gestire la fase di transizione, lo “switch” delle chiamate. Tuttavia, il problema resta strutturale: oltre 40 turni scoperti sarebbero già previsti una volta completato il passaggio. Il sindacato mette in discussione anche le dichiarazioni rassicuranti dei responsabili del progetto, che parlano di una situazione “assolutamente sotto controllo”. Una versione che, secondo FP CGIL, non corrisponde alla realtà dei fatti. Nel mirino finisce anche la gestione del personale amministrativo, oggi considerato – si denuncia – come un problema anziché una risorsa. L’approccio dei vertici regionali viene sintetizzato in modo critico: “dove li mettiamo e cosa gli facciamo fare”. Una posizione giudicata “umiliante e irrispettosa” per lavoratori che garantiscono ogni giorno il funzionamento delle aziende sanitarie.
La riforma, secondo il sindacato, non risparmia nessuno: personale amministrativo, operatori sanitari e sociosanitari sarebbero tutti coinvolti in un processo che rischia di indebolire ulteriormente il sistema. Nonostante le criticità, viene riconosciuto il senso di responsabilità dei professionisti, in particolare quelli di Imperia, pronti ancora una volta a intervenire per colmare le lacune organizzative. “Perché sono professionisti, perché rispondono al codice etico”, sottolinea il comunicato. Infine, la FP CGIL Imperia annuncia di non voler restare a guardare: è stato proclamato, insieme alla UIL FP, lo stato di agitazione regionale per contrastare una riforma ritenuta dannosa sia per i cittadini sia per i lavoratori.
In conclusione, il giudizio è severo: una riorganizzazione che rischia di depauperare servizi essenziali, aggravando le difficoltà di un territorio già segnato da criticità strutturali.





