Si rafforza un fronte istituzionale compatto tra Procura e Comune di Imperia nei confronti di un organo di stampa locale, finito nel mirino dopo aver pubblicato alcuni stralci di dell'inchiesta del Biodigestore e la relativa ricostruzione dei fatti, in merito ad un documento sequestrato all'ex dirigente della Provincia Michele Russo a proposito di presunti favori di Scajola a Lari, tramite il ministro Nordio. Dopo l’iniziativa del procuratore, anche il sindaco Claudio Scajola ha deciso di passare alle vie legali.
Il primo cittadino ha, infatti, in apertura della seduta del consiglio comunale di oggi comunicato di aver dato mandato ai propri legali di procedere con una querela al giornale e al giornalista che ha riportato la notizia, ritenendo che quanto diffuso abbia arrecato un danno all’immagine della città “più che a me stesso”, ha sottolineato. Una presa di posizione che si inserisce in un contesto già acceso.
“Preferirei di gran lunga parlare delle pratiche, delle scelte strategiche, del cambiamento che Imperia sta vivendo dopo anni di immobilismo e di mancate scelte. Ma questa sarebbe la normalità. E invece da troppo tempo viviamo una città con un clima politico che nulla ha a che fare con la normalità. Un clima avvelenato dall’odio personale. E quindi non posso tacere. Il silenzio sarebbe una complicità”, ha detto l’ex ministro. "Ciò che è stato offerto all'opinione pubblica fino ad oggi - ha detto Scajola - è un'ombra della verità. Frammenti di atti giudiziari, scelti con cura, presentati senza il necessario contraddittorio, senza la voce della difesa, senza il contesto che solo può dare senso alle parole. Credo, in tutta la mia vita di aver dimostrato di non fuggire mai, anche quando il confronto è rude e aspro. Ma la libertà di stampa non può diventare mai licenza di deformare la verità. Quereliamo chi con questo modo di fare diffama la città" ha dichiarato il sindaco, ribadendo la volontà di difendere non solo l’operato dell’amministrazione, ma anche la reputazione del territorio.
Il discorso completo del sindaco Scajola: “Sono costretto a riprendere la parola in questa Sala alla luce di quanto comunicato nei giorni scorsi riguardo alla richiesta di un’indagine sul gestore. Chi mi conosce sa che ho sempre affrontato il mio ruolo con serietà, parlando di pratiche amministrative, scelte strategiche e del cambiamento che l’Italia sta vivendo dopo anni di immobilismo e di mancate decisioni. Questa dovrebbe essere la normalità. Tuttavia, da troppo tempo viviamo una stagione in cui la politica e il dibattito pubblico sono lontani da questa normalità. Non posso restare in silenzio, perché il silenzio rischierebbe di essere complicità. Non si tratta di un gioco o di questioni personali: è in gioco il diritto dei cittadini a essere informati e governati nella verità, non nel sospetto o nella distorsione dei fatti. Due sono le considerazioni che voglio fare: una di metodo e una di merito. Sul metodo, ciò che è stato pubblicato in questi giorni appare come una rappresentazione parziale della realtà: frammenti selezionati, privi del necessario contraddittorio e del contesto indispensabile per comprenderne il significato. Ho grande rispetto per la stampa, che considero un presidio essenziale della democrazia, ma il racconto dei fatti deve essere completo e corretto. Nel corso della mia vita politica non mi sono mai sottratto al confronto, anche nei momenti più difficili. Non accetto però la deformazione della realtà attraverso ricostruzioni parziali o distorte. Sul merito, si è parlato di un presunto sistema di condizionamento delle scelte amministrative, come se i dirigenti comunali non potessero agire liberamente senza il mio intervento diretto. Questa rappresentazione è falsa e non risponde alla realtà dei fatti. Un sindaco ha il dovere di indirizzo e di controllo dell’amministrazione: questo non è ingerenza, ma responsabilità istituzionale. Confondere la vigilanza sul funzionamento della macchina amministrativa con indebite pressioni significa alterare il senso stesso del ruolo pubblico. Chi sostiene queste tesi ignora o travisa la realtà del lavoro quotidiano di chi amministra una città. Non accetto l’idea che il controllo e la trasparenza siano considerati un’anomalia. Al contrario, sarebbe grave un’amministrazione che non esercitasse alcuna forma di verifica o indirizzo. Per questo motivo ribadisco che non esiste alcun sistema occulto o irregolare, ma semplicemente l’esercizio delle funzioni previste dalla legge e dal ruolo istituzionale. Ritengo inoltre necessario respingere con fermezza ricostruzioni che attribuiscono rapporti o dinamiche inesistenti tra istituzioni e soggetti terzi. Si tratta di affermazioni infondate. Per queste ragioni ho chiesto ai miei legali di esaminare con attenzione le vicende citate, anche alla luce di episodi precedenti, per tutelare la mia persona e l’istituzione che rappresento. Non ho timore del giudizio, perché sono convinto che in ogni sede indipendente la verità possa emergere con chiarezza, distinguendo i fatti dalle interpretazioni forzate. Il mio obiettivo rimane uno solo: riportare il confronto politico e amministrativo sui temi concreti che interessano i cittadini, lontano da polemiche e costruzioni mediatiche che non aiutano la comunità. La verità, prima o poi, si afferma sempre. Ed è su questa verità che dobbiamo basare il lavoro per il futuro della nostra città”.





