Il programma potrebbe subire variazioni in base alle condizioni meteo.
Genova si prepara ad accogliere una delle tappe centrali del viaggio via mare di Merijn Tinga, biologo e attivista ambientale olandese noto come “Plastic Soup Surfer”, impegnato in una spedizione in solitaria in windsurf da Nizza a Roma per sensibilizzare sull’inquinamento da plastica nei mari.
A Genova, l’arrivo è previsto nel pomeriggio di sabato 3 maggio sulla spiaggia di Boccadasse, dove ad accoglierlo saranno le istituzioni cittadine, insieme alla delegazione regionale di Marevivo e alla Lega Navale Italiana, che forniscono supporto logistico all’iniziativa e facilitano i contatti con le realtà locali lungo il percorso.
Domenica 4 maggio, sempre da Boccadasse, è prevista la partenza in mattinata, mentre alle ore 18.30 Tinga sarà protagonista al Galata Museo del Mare nell’ambito degli “Incontri in Blu”, occasione in cui racconterà la sua esperienza e il progetto che lo accompagna.
L’obiettivo del viaggio è duplice: da un lato sensibilizzare le comunità locali sull’impatto dei rifiuti plastici in mare, dall’altro entrare in contatto con gruppi italiani attivi nella raccolta dei rifiuti, condividendo strumenti pratici e le esperienze maturate nei Paesi Bassi e nel Nord Europa. L’intento è rafforzare la capacità dei cittadini di dialogare con istituzioni e media nella lotta contro l’inquinamento.
Durante il tragitto, Tinga raccoglierà anche messaggi sull’ambiente consegnati dai cittadini, che porterà a Roma il 21 maggio, quando è previsto un incontro con Papa Leone XIV, dopo colloqui con il sindaco Roberto Gualtieri e un appuntamento in Senato.
La spedizione del “Plastic Soup Surfer”, iniziata nel 2023 a Oslo, ha già coperto oltre 4.500 chilometri tra windsurf e paddle board, passando per Londra, Parigi e Nizza. Il tratto italiano aggiunge circa 1.000 chilometri lungo le coste liguri, toscane e laziali, fino alla risalita del Tevere.
Al centro della campagna anche un’iniziativa di citizen science dedicata al monitoraggio dei rifiuti: i volontari sono invitati a fotografare bottiglie e lattine abbandonate tramite smartphone. Le immagini contribuiranno a un database analizzato con sistemi di intelligenza artificiale per studiare la composizione dei rifiuti. Secondo stime basate su studi ed esperienze internazionali, bottiglie e lattine rappresentano oltre il 50% del volume dei rifiuti dispersi, una quota potenzialmente riducibile attraverso sistemi di deposito cauzionale.
L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Marevivo e dalla Lega Navale Italiana, punta a dare visibilità a un tema cruciale per la tutela degli ecosistemi marini e a coinvolgere attivamente cittadini e comunità locali lungo tutto il percorso.






