Politica - 27 aprile 2026, 12:47

Ventimiglia Progressista attacca Baxa e Rivetti: “Il 25 Aprile non è una festa neutra. L’antifascismo non si addomestica”

Il movimento replica alle polemiche sulla Festa della Liberazione e interviene sui fatti di Imperia, Ventimiglia e sulle critiche rivolte all’ANPI

Ventimiglia Progressista attacca Baxa e Rivetti: “Il 25 Aprile non è una festa neutra. L’antifascismo non si addomestica”

L’associazione Ventimiglia Progressista interviene con una nota dai toni molto duri nel dibattito seguito alle celebrazioni del 25 Aprile, replicando alle posizioni espresse dai consiglieri comunali Baxa e Rivetti. Nel comunicato, il gruppo politico sostiene che la Festa della Liberazione “non è una ricorrenza neutra” e che la sua natura antifascista non può essere messa in discussione. Secondo Ventimiglia Progressista, definire “divisiva” la celebrazione significherebbe ignorarne il significato storico: “Il 25 aprile celebra la sconfitta del fascismo. Se vi sembra divisivo, il problema siete voi”, si legge nella nota. L’associazione critica inoltre le accuse di “propaganda” rivolte all’ANPI, sostenendo che il ruolo dell’associazione partigiana sia centrale nella giornata: “Chi dovrebbe parlare il 25 aprile? Il circolo della briscola?”.

Nel comunicato viene citato anche il consigliere regionale Enrico Ioculano, del quale Ventimiglia Progressista afferma che “ha fatto il suo dovere ricordando da che parte sta la Costituzione”. Lo striscione critico nei confronti del sindaco Flavio Di Muro, esposto durante le celebrazioni, viene definito “politico, esattamente come deve essere”, mentre le reazioni indignate vengono interpretate come “vittimismo”. L’associazione fa poi riferimento all’intervento del viceministro Edoardo Rixi, descritto come “puntuale” nel difendere Di Muro. Nel comunicato si sostiene che Rixi sia stato eletto a Imperia “perché a Genova non lo votavano più”, e si afferma che non sarebbe chiaro “quale beneficio concreto abbia portato al territorio”. Ventimiglia Progressista respinge anche la narrazione secondo cui il 25 aprile sarebbe “la festa dei comunisti”, ribadendo che si tratta della “festa degli antifascisti” e che non appartiene “a chi difende esclusione, respingimenti e gerarchie tra persone”.

Il comunicato affronta poi il tema delle bandiere palestinesi viste in diverse piazze italiane, sostenendo che “non stravolgono nulla” e che il fastidio suscitato deriverebbe dal fatto che “ricordano che libertà e autodeterminazione valgono sempre”. L’associazione cita inoltre alcuni episodi avvenuti in altre città: a Roma, dove “qualcuno ha sparato tre colpi di pistola contro persone con il fazzoletto ANPI”, e a Torino, dove “è stata bruciata una targa dedicata ai partigiani”. Ventimiglia Progressista denuncia il “silenzio totale” da parte dei propri avversari politici su questi fatti. Un passaggio è dedicato anche all’organizzazione del corteo a Ventimiglia, dove – secondo l’associazione – lungo un percorso noto da anni “nessuno ha gestito viabilità e traffico”. Per Ventimiglia Progressista si tratta di “responsabilità amministrativa” e di un tema che riguarda la sicurezza.

La conclusione della nota è netta: “Non vi disturba la politicizzazione. Vi disturba che il 25 aprile non si lasci addomesticare. Fatevene una ragione: il 25 aprile non si piega e non vi appartiene”.

Il comunicato è firmato dall’Ufficio Stampa di Ventimiglia Progressista: Gianni Cappellette, Priscilla Cantarella, Luca Finzelli, Salvatore Mastroieni e Maria Spinosi.

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