Il clima politico a Ospedaletti si fa sempre più incandescente. La seduta del Consiglio comunale andata in scena questa sera si è trasformata in uno scontro frontale tra maggioranza e opposizione, culminato con l’abbandono dell’aula da parte di gran parte della minoranza consiliare dopo un duro confronto con il sindaco Daniele Cimiotti.
A lasciare i banchi dell’opposizione sono stati Valentina Lugarà, Maurizio Taggiasco e Alessandro Goso. È rimasto invece in aula Giorgio Boeri del gruppo Ospedaletti Rinasce, che – secondo quanto riferito – aveva presentato personalmente richiesta per ricevere la documentazione relativa alle pratiche in discussione.
Il nodo che ha fatto saltare la seduta, ancora una volta, è stato quello dell’accesso agli atti e dell’invio delle delibere ai consiglieri di minoranza. Una questione che da settimane alimenta tensioni nei rapporti tra i gruppi consiliari.
A ricostruire quanto accaduto è la consigliera Valentina Lugarà, che punta il dito contro il metodo seguito dalla maggioranza. “Come per la seduta precedente, poi rinviata a oggi, non abbiamo ricevuto le delibere”, afferma. “In aula ci hanno detto che, a mandarcele, ci fanno un favore, non sono obbligati. Anzi, siamo noi che dobbiamo prenderle nei termini di regolamento, 24 ore prima del Consiglio, ma lo Statuto parla di quattro giorni”.
Parole che hanno spinto l’opposizione a chiedere un passaggio formale immediato. “Ho chiesto di procedere con una questione pregiudiziale, di farla votare, di mettere a verbale che non ci mandano più le delibere e di sospendere la seduta, ma la maggioranza ha votato contro”.
La tensione, però, secondo Lugarà, era già emersa nei primi momenti del Consiglio, durante la discussione sull’ordine del giorno. “Non è stata inserita la nostra interpellanza. Volevamo chiedere alla maggioranza come mai, visto che abbiamo una convenzione con la banda Florelia, è stata pagata un’altra banda per il 25 aprile”. La consigliera prosegue spiegando che l’opposizione aveva chiesto chiarimenti anche sull’esclusione del documento dall’ordine del giorno. “Ci è stato risposto che era stata inviata in ritardo”.
Lo scontro si è poi spostato sul primo punto in discussione, una variazione di giunta che riguardava, tra le altre cose, spese legate alla farmacia comunale, la cui inaugurazione è prevista a maggio, compresi interventi sui locali destinati al servizio. “Una variazione di giunta che comprende spese per la farmacia che inaugurerà a maggio, tra cui i lavori ai locali, che per contratto vanno ripristinati. Loro hanno fatto una variazione di giunta, ma questa deve avere criteri di urgenza. Noi contestiamo anche questo”.
Secondo la minoranza, infatti, la procedura utilizzata non sarebbe coerente con i presupposti previsti dalla normativa contabile. “Valuteremo un esposto alla Corte dei Conti e al revisore, perché o manca la programmazione oppure è urgente. Ma se lo sappiamo da tempo non può esserlo”.
A quel punto è maturata la decisione politica di abbandonare l’aula. “Dopo questo abbiamo lasciato il Consiglio. Ci è stato detto che programmare le commissioni e mandarci i documenti è un favore che ci fanno. Ho chiesto di metterlo a verbale”.
La consigliera torna infine sul tema centrale della rottura: la mancata trasmissione delle delibere. “Le delibere non ci sono state mandate di proposito. Quando abbiamo detto che non le avevamo, ci è stato risposto che lo sapevano. La richiesta che avevamo fatto in Consiglio di poterle ricevere c’era stata, ma il loro impegno a inviarle non era sufficiente. Dovevamo tornare fisicamente in Comune a richiederle nuovamente entro il termine delle 24 ore precedenti”.
Il risultato è una seduta finita nel caos istituzionale e con un Consiglio spaccato. Ora la vicenda rischia di aprire un nuovo fronte politico e amministrativo, con possibili ulteriori strascichi anche fuori dall’aula.





