Ventimiglia si prepara a rendere omaggio a una delle figure più amate della storia repubblicana italiana. Nell’ambito di un percorso promosso da Anci Liguria, che coinvolge diversi Comuni della regione, prende forma l’iniziativa di conferire la cittadinanza onoraria a Sandro Pertini, settimo Presidente della Repubblica e simbolo di integrità morale e valori costituzionali.
Su questa scia, l’associazione ATAPE ha presentato un documento al Sindaco di Ventimiglia sottolineando come, proprio in questa città, il legame con Pertini assuma un significato più intimo, personale e autentico. Non solo una figura istituzionale, ma un uomo profondamente legato al territorio. Per Ventimiglia e il Ponente ligure, Pertini è stato innanzitutto un fiero oppositore del regime fascista, un confinato politico che ha vissuto in prima persona il dramma della repressione e il valore della libertà. La vicina Nizza rappresentò per lui prima un rifugio sicuro e poi una casa stabile per tutta la vita. Nel continuo viaggio tra Roma e la Francia, Ventimiglia diventò per Pertini un luogo del cuore, condiviso con la moglie Carla Voltolina. Qui trovava serenità, lontano dagli impegni politici, circondato da amici e affetti sinceri. I cittadini lo accoglievano con calore, considerandolo uno di loro, “Sciandru”, come veniva affettuosamente chiamato.
Tra i ricordi più vivi emergono le soste gastronomiche: i ravioli, la torta verde e le “sciure cine” preparate da Maddalena Ozenda, prima al Ristorante Albergo Commercio e poi al Ristorante Nanni, dove Pertini amava sedersi e gustare i piatti della tradizione. Grazie a questo legame, Ventimiglia ebbe il privilegio di ricevere, tra il 1978 e il 1985, almeno una visita annuale del Presidente della Repubblica. Un rapporto che si è mantenuto vivo anche negli anni successivi: nel 2016, il cognato Umberto Voltolina donò al Comune due pipe appartenute allo statista. Significativo anche il tributo di Franco Paganelli, che dedicò la bocciofila di Roverino al Presidente, ulteriore testimonianza di un affetto diffuso e duraturo. Il racconto di Pertini a Ventimiglia è fatto di gesti semplici e quotidiani: le visite improvvisate alla stazione, i caffè offerti agli agenti della dogana, il passaggio dal barbiere di fiducia in via Hanbury, gli incontri con compagni e cittadini durante le campagne elettorali. Un uomo vicino alla gente, profondamente radicato nella sua terra.
Pertini è stato, e resta, un ligure autentico, capace di rappresentare “l’asprezza e la bellezza” del territorio, difendendo le realtà locali e le comunità di confine. Oggi, nel giorno del 25 aprile, anniversario della Liberazione, il suo ricordo torna più vivo che mai. “Le urla strazianti delle vittime, delle grida e delle risate sadiche dei torturatori”, evocava nei suoi comizi, come quello storico in piazza della Vittoria a Genova, richiamando la memoria della lotta antifascista. Per tutto questo, Ventimiglia riconosce in Pertini non solo un Presidente, ma uno dei suoi, un ventimigliese d’adozione. Una figura che continua a rappresentare libertà, giustizia e dignità nazionale, e un esempio ancora attuale per le nuove generazioni.


















