Nel giorno della Liberazione, il significato storico del 25 Aprile torna a intrecciarsi con le lotte contemporanee. Dal Ponente ligure arriva un appello chiaro e radicale: la Resistenza non è solo memoria, ma pratica viva e attuale. “Oggi la Resistenza, l’Antifascismo e la Palestina sono la nostra bussola”, afferma il collettivo Sumud Ponente Ligure, che richiama il legame tra le lotte di ieri e quelle di oggi. A oltre 80 anni dalla Liberazione dal nazifascismo, uomini e donne continuano a rivendicare diritti fondamentali come libertà, giustizia sociale e uguaglianza, valori che – secondo il collettivo – trovano nuove espressioni nelle mobilitazioni globali.
Nel comunicato emerge una forte denuncia della situazione internazionale. In particolare, si punta l’attenzione sulla Palestina, descritta come teatro di una violenza sistematica e prolungata. Il testo parla esplicitamente di “genocidio perpetrato da Israele in Palestina con l’avallo degli USA e dell’UE”, inserendo il conflitto in un quadro più ampio di espansione delle guerre e delle dinamiche imperialiste. Parallelamente, viene sottolineato come anche in Europa e in Italia si registrino segnali preoccupanti: “assistiamo alla repressione di chi esprime solidarietà e alla normalizzazione della violenza coloniale”. Secondo il collettivo, il governo italiano contribuirebbe a questo clima, svuotando l’antifascismo del suo significato originario e utilizzandolo in modo strumentale.
Il 25 Aprile, dunque, viene rivendicato come momento di scelta, non come semplice celebrazione. “Non è una ricorrenza vuota: è il giorno in cui si sceglie da che parte stare”, si legge nel comunicato. Un passaggio centrale riguarda il parallelo tra la Resistenza storica e quella palestinese: “La Resistenza palestinese, come tutte le lotte di liberazione, è una lotta antifascista”. Una posizione che si accompagna a una dichiarazione esplicita di solidarietà e al riconoscimento della capacità di resistenza del popolo palestinese nonostante le condizioni estreme.
Lo sguardo si sposta poi sul contesto locale. A Ventimiglia, denunciano gli attivisti, si manifesterebbero già oggi dinamiche coerenti con questo quadro: violenza istituzionalizzata, attacchi ai migranti e crescita dell’estrema destra. Una realtà definita in aperto contrasto con i valori fondanti della Liberazione. Da qui l’appello alla mobilitazione: “Non lasceremo che i fascisti si prendano le piazze”. La Resistenza viene descritta come una pratica quotidiana, che si esprime nella lotta contro disuguaglianze, ingiustizie sociali, devastazione ambientale e modelli economici considerati oppressivi. L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza: appuntamento il 25 aprile alle 10:30 nel piazzale di Sant’Agostino a Ventimiglia per un corteo che si propone di essere partecipato e determinato.
A chiudere il comunicato, una dichiarazione che sintetizza il senso dell’iniziativa: “C’è una nuova Resistenza e noi ne siamo parte”.





