Attualità - 23 aprile 2026, 13:55

Sanremo, la traduttrice Valentina Colafati incontra la 3R del Liceo Cassini: una lezione sul potere della traduzione

L’incontro promosso da Voland Editore ha portato in classe il romanzo “Ciao Saša” di Dmitrij Danilov, offrendo agli studenti un’immersione nel lavoro del traduttore e nel dialogo tra culture

Mercoledì 15 aprile la classe 3R dell’indirizzo linguistico del Liceo Cassini di Sanremo ha vissuto un’esperienza formativa di grande valore, accogliendo tra i propri banchi la traduttrice dal russo Valentina Colafati, accompagnata da Milena Depanis, della casa editrice Voland. L’incontro si è rivelato un’occasione preziosa per avvicinarsi concretamente al mondo della traduzione letteraria e per riflettere sul ruolo fondamentale che essa svolge nel dialogo tra culture.

Voland, nota per la qualità delle sue pubblicazioni e per l’attenzione alla letteratura internazionale, ha portato nel panorama editoriale italiano autori di grande rilievo, traducendo opere dal francese, come quelle di Amélie Nothomb, e dal bulgaro, come Georgi Gospodinov, ottenendo nel tempo numerosi riconoscimenti. In questo contesto, la presenza di Milena Depanis ha permesso agli studenti di comprendere meglio il lavoro editoriale che si cela dietro la pubblicazione di un libro e le scelte che guidano una casa editrice indipendente.

Al centro dell’incontro vi è stato il romanzo “Ciao Saša” di Dmitrij Danilov, una delle più recenti pubblicazioni di Voland. Attraverso la guida attenta e coinvolgente di Valentina Colafati, gli studenti hanno potuto esplorare le tematiche del testo, profondamente attuali, e allo stesso tempo entrare nel laboratorio del traduttore, scoprendo le difficoltà e le responsabilità che questo mestiere comporta. Tradurre, infatti, non significa semplicemente trasporre parole da una lingua all’altra, ma ricreare un universo culturale, rispettando sfumature, ritmi e intenzioni dell’autore.

Particolare attenzione è stata dedicata alle sfide della traduzione dal russo ai giorni nostri, un ambito complesso non solo dal punto di vista linguistico, ma anche culturale e storico. Gli studenti hanno partecipato attivamente, ponendo domande e confrontandosi su scelte traduttive, dimostrando curiosità e spirito critico.

A guidare e accompagnare la classe in questa significativa esperienza è stato il professor Massimo Grazzi, che ha saputo valorizzare l’incontro come momento di crescita personale e culturale. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio volto a sviluppare nei ragazzi consapevolezza, competenze linguistiche e apertura verso il mondo.

Un incontro che ha lasciato il segno, mostrando agli studenti come la lingua possa diventare ponte tra realtà diverse e come ognuno possa scoprire e coltivare le proprie potenzialità.

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