Attualità - 22 aprile 2026, 18:06

"Sanremo città dei single": celibi e nubili superano i coniugati, cambia il volto sociale della Riviera

I dati 2025 raccontano una trasformazione silenziosa: 22.566 residenti non sposati contro 21.847 coniugati. Tra nuove abitudini, età media elevata e famiglie sempre più piccole, la città evolve oltre i modelli tradizionali

"Sanremo città dei single": celibi e nubili superano i coniugati, cambia il volto sociale della Riviera

Sanremo cambia, e lo fa anche nella sfera più privata della vita quotidiana. I numeri raccontano una trasformazione sociale profonda: oggi i residenti non sposati superano quelli coniugati. Un dato che fotografa nuove abitudini, mutamenti generazionali e una struttura familiare molto diversa rispetto al passato. Secondo i dati demografici aggiornati al 1° gennaio 2025, nel Comune di Sanremo i celibi e nubili sono 22.566, mentre i coniugati si fermano a 21.847. La differenza è contenuta, ma il segnale è netto: nella città dei fiori il modello tradizionale basato sul matrimonio non rappresenta più la condizione prevalente.

Il dato non significa automaticamente che Sanremo sia diventata “la città dei single” nel senso più immediato del termine. Dentro la categoria dei celibi e nubili rientrano infatti giovani adulti, persone mai sposate, conviventi non sposati e residenti che hanno scelto percorsi di vita differenti rispetto alle generazioni precedenti. Tuttavia il sorpasso statistico resta significativo, perché racconta un cambiamento culturale ormai consolidato. Sanremo presenta una popolazione matura, con oltre 53 mila residenti e un’età media elevata. In questo contesto pesano diversi fattori: matrimoni più tardivi, aumento delle convivenze, maggiore indipendenza individuale, trasformazione dei rapporti affettivi e crescita delle famiglie composte da una o due persone. Fenomeni comuni a molte città italiane, ma che in Riviera assumono una fisionomia particolare.

A completare il quadro ci sono anche 3.753 divorziati e 4.893 vedovi, numeri che confermano una società articolata e molto diversa da quella di qualche decennio fa. Se un tempo il matrimonio rappresentava la forma dominante della vita adulta, oggi il panorama è molto più ampio e complesso. La fotografia demografica si riflette anche sul mercato immobiliare, sui consumi e sui servizi. Una città con molte persone sole o con nuclei ridotti ha esigenze differenti: appartamenti più piccoli, maggiore richiesta di assistenza domiciliare, mobilità semplificata, servizi di prossimità, spazi sociali e nuove forme di aggregazione.

Il fenomeno riguarda soprattutto le fasce centrali e anziane della popolazione. Da una parte ci sono giovani e adulti che scelgono di posticipare o evitare il matrimonio; dall’altra una quota importante di vedovi e vedove, legata all’invecchiamento generale della città e alla maggiore longevità femminile.

Andrea Musacchio

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