La commissione finanze del Comune di Sanremo ha approvato il rendiconto di gestione per il 2025: dopo la prima riunione avvenuta la scorsa settimana, nel secondo incontro è stato il momento dei dirigenti comunali presentare ai commissari il resoconto dell'attività svolta nell'anno da poco concluso. L'attenzione durante la riunione è stata rivolta alle voci dei vari capitoli di spesa, con particolare interesse alle rimanenze che hanno portato all'avanzo di quasi 9 milioni illustrato il 14 aprile.
Secondo quanto spiegato dalla dirigente Cinzia Barillà però la questione sarebbe leggermente diversa: l'effettivo avanzo di soldi "non spesi" sarebbe di circa due milioni di euro, mentre il rimanente è legato a fondi non vincolati e maggiori entrate che si sono registrate nel 2025, come quelli legati ai tributi.
Passando alle esposizioni nello specifico, a aprire gli interventi è stato il segretario generale Monica Di Marco, che ha fatto il resoconto sugli affari generali, evidenziando come in taluni settori la concessione dei fondi sia effettuata in maniera anche prudenziale, dato che l'effettiva spesa non è quantificabile ma legata a variabili (come ad esempio la questione del gettone per i consiglieri durante i consigli comunali).
Più articolata la relazione di Fausto Galimberti per i servizi al cittadino, che ha indicato un’economia complessiva di circa 300 mila euro. Una quota significativa deriva dai servizi cimiteriali, con 72 mila euro legati al mancato passaggio nel 2025 all’affidamento in house ad Amaie. Altri risparmi sono arrivati dal capitolo dei nidi d’infanzia: la scadenza dei bandi e un decreto correttivo hanno portato alla proroga tecnica dei servizi e al rinvio delle nuove gare al 2026, con una minore spesa di quasi 100 mila euro. A ciò si sono aggiunte maggiori entrate dovute al recupero di arretrati.
Sul fronte turismo, cultura e commercio, la dirigente Rita Cuffini ha evidenziato l’arrivo di entrate non prevedibili, tra cui circa 400 mila euro provenienti dalla Rai, comunicati a fine anno quando le attività turistiche erano già state finanziate, e oltre 200 mila euro derivanti dall’imposta di soggiorno maturati tra novembre e dicembre. Per la cultura, invece, lo stanziamento di circa 200 mila euro è stato quasi interamente utilizzato, mentre nel settore mercati alcune economie sono dovute al ritardo nell’avvio dei nuovi bandi, rinviati al 2026.
Nel settore sociale, Simona Donati ha parlato di un avanzo di circa 500 mila euro, legato soprattutto alla variabilità degli inserimenti in strutture per le categorie fragili e all’utilizzo di fondi Pnrr che hanno permesso di sostituire risorse comunali. Più contenute le cifre negli altri ambiti: 27 mila euro accantonati dal settore territorio per eventuali spese impreviste, e anche per il settore della polizia locale gli avanzi sono ridotti.
Ampia la relazione di Linda Peruggi per ambiente, verde, patrimonio e demanio. In ambito ambientale e di sostenibilità l’avanzo è di circa 300 mila euro, legato anche a fondi vincolati e alla programmazione degli interventi. Un capitolo da 92 mila euro riguarda invece un intervento sul verde non realizzato dopo il controllo della Soprintendenza. Oltre 100 mila euro derivano dal rinvio al 2026 del restauro dello scalone di piazza Nota, fermato per un problema strutturale emerso durante le verifiche, mentre sul demanio marittimo l’avanzo è di circa 30 mila euro.
Infine, Gianbattista Miceli ha indicato per i lavori pubblici un avanzo di circa 600 mila euro, pari al 18%, spiegando che la cifra è dovuta principalmente a fondi pluriennali imputati interamente al 2025 e a piccole economie distribuite su vari interventi.
Al termine della discussione, la pratica è stata approvata all’unanimità dai commissari presenti, aprendo la strada al passaggio in consiglio comunale del rendiconto. Un momento in cui però sarà facile aspettarsi interventi da parte dell'opposizione cittadina, che per il momento non ha affondato con gli interventi, ma riservandosi a seguito di uno studio più approfondito la discussione durante l'assise. Unica vena critica emersa quella del consigliere Massimo Rossano, il quale ha evidenziato come di alcuni dei settori le economie non siano state esposte a suo dire in maniera sufficientemente esaustiva.





