Politica - 20 aprile 2026, 13:21

Porti liguri, CNA Imperia: “Il Ponente non può diventare retroporto. Sì a nautica e blue economy, no ai container”

L’associazione richiama identità, vocazione turistica e sostenibilità territoriale: “Servono strategie coerenti, non traffici imposti. Il Ponente chiede sviluppo vero, non consumo di suolo”

Porti liguri, CNA Imperia: “Il Ponente non può diventare retroporto. Sì a nautica e blue economy, no ai container”

In merito al dibattito apertosi sul futuro dei porti liguri, CNA Imperia interviene con spirito costruttivo, nella consapevolezza che il destino economico della regione richieda visione strategica, equilibrio territoriale e rispetto delle specificità locali.

L’associazione, da sempre impegnata nella tutela dell’artigianato, della piccola impresa e nella valorizzazione del comparto turistico, guarda con interesse a ogni ipotesi di rafforzamento delle attività produttive nel Ponente ligure, in particolare nei territori di Savona e Imperia. Tuttavia, sottolinea la necessità di distinguere con chiarezza tra modelli di sviluppo compatibili e scelte che rischiano di comprometterne l’identità.

Il Ponente ligure esprime una vocazione storica e naturale fortemente orientata al turismo, alla qualità della vita, alla nautica da diporto e all’accoglienza. In questo contesto, le attività legate alla cantieristica nautica di qualità, al refitting e alla blue economy rappresentano un’opportunità concreta: generano occupazione qualificata, attivano filiere artigiane di eccellenza e rafforzano il posizionamento internazionale dei territori senza alterarne l’equilibrio.

Diversa, invece, la valutazione rispetto a un eventuale trasferimento massiccio di traffici containerizzati verso Savona e Imperia. Una simile prospettiva comporterebbe consumo di suolo, impatti logistici e infrastrutturali rilevanti e una trasformazione dell’identità urbana e costiera difficilmente compatibile con un’economia basata su turismo, accoglienza e qualità diffusa.

Per CNA Imperia, i traffici container devono rimanere nelle aree già strutturate e vocate, evitando di spostare criticità su territori chiamati a esprimere una diversa missione economica. “Il Ponente ligure non chiede assistenza, ma strategia – dichiara Luca Aschei, dirigente di CNA Imperia –. Non chiede traffici imposti, ma opportunità coerenti con la propria identità. Non chiede di sacrificare la propria bellezza, ma di trasformarla in sviluppo moderno e occupazione duratura.”

Accanto a questa posizione, il Segretario di CNA Imperia Luciano Vazzano richiama con forza la necessità di tenere insieme sviluppo economico e sostenibilità territoriale: “Il Ponente non può diventare il retroporto di scelte altrui – sottolinea Vazzano –. Le nostre imprese chiedono sviluppo vero, non modelli che consumano territorio e restituiscono poco. Servono investimenti coerenti con la nostra economia: turismo, artigianato, nautica e qualità.”

Su questo terreno, CNA Imperia è pronta a fare la propria parte con senso delle istituzioni, pragmatismo e forte radicamento territoriale.

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