"La cultura non è solo produzione di eventi: è un modo di costruire identità, attrarre persone e generare valore. Quando la cultura è continua e ben organizzata, la città cambia: chi arriva per un weekend tende a tornare, chi abita la città la sente più sua. Si creano le condizioni per un turismo più maturo e per una comunità più coesa. Investire nella cultura significa rendere Bordighera più riconoscibile, più dinamica e più capace di competere nel tempo".

Lo dichiara la candidata a sindaco di Bordighera Marzia Baldassarre (Bordighera Domani), che in vista della sfida elettorale dei prossimi 24 e 25 maggio, è già al lavoro insieme alla sua squadra, e in particolare con la candidata consigliera Barbara Bonavia, per gettare le basi di uno sviluppo concreto della città che non può prescindere dalla cultura.
Da questa visione prende forma uno dei pilastri del programma della lista civica: fare della cultura una vera e propria infrastruttura della città. "Una città che vive solo d’estate è una città fragile", sottolinea Baldassarre, evidenziando la necessità di superare la stagionalità attraverso una programmazione culturale stabile e distribuita durante tutto l’anno.
Tra le proposte principali spicca il rilancio del Palazzo del Parco, pensato come un centro culturale attivo, capace di ospitare mostre, festival musicali ed eventi di qualità. L’obiettivo è costruire un calendario coordinato, comunicato con anticipo e accessibile anche a un pubblico internazionale, grazie a linguaggi universali come musica, arti visive, danza e fotografia. "La cultura deve diventare una presenza costante nella vita della città, non un evento occasionale", ribadisce la candidata sindaco.
Accanto alla programmazione, un ruolo centrale è affidato alla valorizzazione dell’identità storica di Bordighera. Una città che nel tempo ha saputo attrarre figure di primo piano come Claude Monet e Charles Garnier, e che deve parte della sua fama internazionale anche al romanzo Il dottor Antonio di Giovanni Ruffini. Senza dimenticare la presenza della regina Margherita di Savoia.
"Una città riconoscibile è una città che valorizza la propria storia e la rende attuale", si legge nel programma. Da qui l’idea di integrare il patrimonio storico con un’offerta culturale contemporanea, capace di parlare sia ai residenti sia ai visitatori.
In questa prospettiva nasce anche il progetto di una Bordighera “museo a cielo aperto”: un sistema diffuso in cui ville storiche, giardini, alberi monumentali e scorci urbani diventano parte di un racconto continuo. Previsti strumenti innovativi come segnaletica narrativa e contenuti digitali, per trasformare ogni passeggiata in un’esperienza culturale. "La cultura non deve essere confinata negli spazi chiusi, ma diffusa in tutta la città", osserva Baldassarre.
Un altro tassello riguarda il potenziamento della biblioteca, destinata a diventare un luogo vivo e quotidiano, con orari ampliati, spazi di studio e coworking e servizi digitali accessibili. Un punto di riferimento non solo per la lettura, ma per la socialità e la crescita culturale della comunità.
All’interno di questo progetto si inserisce il contributo di Barbara Bonavia, laureata in DAMS e da anni impegnata nella promozione culturale del territorio. "La cultura è il modo più autentico per tenere unita una comunità e raccontarla al mondo", afferma. Tra le sue priorità, l’organizzazione di una stagione teatrale stabile e di iniziative culturali che spaziano dalla letteratura al cinema, coinvolgendo un pubblico ampio e diversificato.
Il traguardo indicato da “Bordighera Domani” è chiaro: costruire una città culturalmente viva dodici mesi l’anno, capace di attrarre un turismo più consapevole e, allo stesso tempo, rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini. Una visione che punta a coniugare tradizione e innovazione, rendendo Bordighera più dinamica e competitiva senza perdere la propria identità.





