Da ormai qualche settimana è comparso lungo la scalinata di vicolo Funivia, a Sanremo, il collegamento pedonale tra via Caduti del Lavoro e corso degli Inglesi, un cartello che nelle ultime ore ha richiamato l’attenzione di residenti e passanti. Si tratta di un messaggio anonimo, firmato “I sanremaschi del Polo Nord”, che utilizza un tono apertamente ironico per raccontare una criticità urbana percepita da chi percorre abitualmente quella salita. Il testo si presenta come una sorta di lettera sarcastica indirizzata al sindaco Alessandro Mager e costruita su un registro che alterna finta riconoscenza, esasperazione e affondo politico.

L’incipit è già significativo: “Grazie signor sindaco di Sanemo. Lei tiene molto alla salute di noi cittadini”. Da lì il cartello prende una piega più amara, soffermandosi sulla fatica quotidiana di chi affronta quella scalinata da anni: “Sono anni e anni che facciamo queste salite e ci sentiamo tutti in perfetta forma”, si legge, fino ad arrivare a una formula volutamente provocatoria che evoca il rischio di “spezzarsi le gambe” o di “morire d’infarto nello sforzo di raggiungere la propria abitazione”.
Più che una denuncia in senso stretto, il testo sembra voler trasformare un disagio concreto in un messaggio immediatamente comprensibile, puntando sull’iperbole per rendere visibile un problema di accessibilità che, evidentemente, chi vive quella zona considera irrisolto.
Il passaggio più esplicito riguarda l’ipotesi di un intervento strutturale. “Fare una scala mobile per salire è troppo oneroso, è meglio curare le aiuole, si fa più bella figura coi forestieri”, si legge ancora. È una frase che, pur nella sua forma ironica, lascia intendere una percezione precisa: quella di una distanza tra le priorità di decoro urbano e le esigenze quotidiane di chi si misura ogni giorno con scale, dislivelli e collegamenti faticosi.

La chiusura del cartello torna sul piano politico, ma sempre filtrata dal sarcasmo: “Bravo, bravo, avanti così coi suoi prodi, perderà 970 preferenze”. Un riferimento numerico preciso, inserito però in un messaggio che non assume la forma classica della protesta organizzata, quanto piuttosto quella di un gesto simbolico, locale, quasi artigianale, ma proprio per questo capace di attirare attenzione.
Al di là dell’ironia, resta però il dato di fondo: il cartello riporta al centro un tema concreto, quello dell’accessibilità in una parte della città dove i collegamenti pedonali in salita fanno parte della vita quotidiana. Non con i toni della denuncia formale, né con quelli della polemica frontale, ma con una forma di protesta laterale, curiosa e insieme eloquente, che trasforma una scalinata in luogo di racconto pubblico.

















