Attualità - 15 aprile 2026, 12:14

In Costa Azzurra carburanti ancora più cari che in Italia: francesi da noi per il 'pieno' in attesa di qualche ribasso

Il primo ministro transalpino chiede la riduzione dei prezzi ma, almeno per ora, non se ne parla nemmeno sulla Còte

In Costa Azzurra carburanti ancora più cari che in Italia: francesi da noi per il 'pieno' in attesa di qualche ribasso

Gli automobilisti francesi, che vivono in Costa Azzurra, continua a fare la corsa al 'pieno' nell'estremo Ponente della nostra provincia, dove il litro di carburante costa un po' meno. Alla vigilia di un incontro con i principali operatori del settore petrolifero, il governo francese ha comunque lanciato un appello deciso per un abbassamento dei prezzi dei carburanti. Mercoledì scorso, il primo ministro Sébastien Lecornu ha infatti chiesto un intervento rapido sui prezzi alla pompa, sottolineando come, all’inizio della crisi, questi siano aumentati in modo repentino nonostante le scorte fossero state acquistate prima dello scoppio del conflitto.

Con i primi segnali di distensione in Medio Oriente, il prezzo del petrolio Brent aveva reagito immediatamente, lasciando intravedere un possibile calo anche per i consumatori. Secondo il governo, gli effetti si sarebbero potuti vedere già nel fine settimana dell’11-12 aprile o nei giorni immediatamente successivi. Tuttavia, le tensioni internazionali restano un fattore determinante. Il mancato accordo tra Stati Uniti e Iran ha infatti rallentato la discesa dei prezzi, interrompendo una fase di calo durata appena una settimana. Da lunedì scorso si osserva già una nuova inversione di tendenza, il cui andamento dipenderà dagli sviluppi diplomatici. Nel frattempo, l’aumento del costo del carburante pesa in modo significativo su alcune categorie professionali, come gli infermieri, che vedono crescere sensibilmente le spese per gli spostamenti e chiedono un adeguamento delle indennità.

Sulla Còte i prezzi restano elevati e molto variabili. Dopo aver toccato un picco di 2,407 euro al litro per il diesel l’8 aprile, si è registrata una lieve flessione fino a 2,292 euro il 12 aprile, seguita però da una nuova risalita a 2,309 euro il giorno successivo. Andamento simile per la benzina: la SP98, dopo un massimo di 2,165 euro, è scesa sotto i 2,08 euro per poi tornare a salire sopra i 2,09 euro. La SP95 mostra oscillazioni ancora più marcate, con variazioni anche di 10 centesimi nel giro di un giorno. Le prospettive restano comunque incerte, anche se si prevede una possibile diminuzione dei prezzi verso la fine della settimana. Nel vicino dipartimento del Var, la situazione appare leggermente più favorevole. I prezzi medi risultano inferiori di qualche centesimo e, per alcuni carburanti, si osserva ancora una tendenza al ribasso. Il diesel, ad esempio, continua a diminuire dopo il picco dell’8 aprile, mentre la benzina SP95 si mantiene più stabile.

Altri carburanti, come l’E10, mostrano variazioni limitate dopo l’impennata iniziale della crisi. L’E85 e il GPL restano le opzioni più economiche, anche se quest’ultimo ha registrato aumenti più marcati nelle zone costiere. Secondo gli operatori del settore, non si registrano problemi di approvvigionamento. Nel complesso, i prezzi nel Sud-Est restano leggermente più bassi rispetto alla media nazionale, offrendo un piccolo sollievo agli automobilisti della regione. I francesi dello '06', comunque, continueranno sicuramente a superare il confine per riempire i serbatoi, risparmiando qualche euro.

Carlo Alessi

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