Politica - 14 aprile 2026, 10:38

Birra artigianale, CNA Imperia attacca: "Basta confusione normativa, non si scarichino sulle imprese errori legislativi"

Presentato un interpello al Ministero dell’Agricoltura e all’Ispettorato centrale repressione frodi (ICQRF) per ottenere un chiarimento ufficiale sull’utilizzo della dicitura “birra artigianale”, oggi messa in discussione da una recente norma generale sulle PMI

Birra artigianale, CNA Imperia attacca: "Basta confusione normativa, non si scarichino sulle imprese errori legislativi"

CNA Imperia alza il livello dello scontro sulla tutela della birra artigianale e dei birrifici locali, chiedendo un intervento immediato del Governo per chiarire una situazione normativa che rischia di penalizzare gravemente le imprese del settore.

Attraverso CNA Agroalimentare nazionale è stato presentato un interpello al Ministero dell’Agricoltura e all’Ispettorato centrale repressione frodi (ICQRF) per ottenere un chiarimento ufficiale sull’utilizzo della dicitura “birra artigianale”, oggi messa in discussione da una recente norma generale sulle PMI.

La legge del 2016 ha introdotto una definizione chiara e inequivocabile di birra artigianale, legata ai piccoli birrifici indipendenti e a specifici metodi produttivi. Una norma che ha dato identità, credibilità e sviluppo a un comparto che oggi rappresenta qualità, innovazione e territorio.

La nuova legge del marzo 2026, invece, introduce limiti sull’uso del termine “artigianale” nella comunicazione commerciale, generando una pericolosa sovrapposizione normativa che rischia di creare incertezza giuridica e aprire la strada a sanzioni pesanti.

Per CNA è evidente che la norma generale non possa cancellare o limitare una disciplina specifica di settore. Per questo è stato chiesto al Ministero di confermare che la definizione di “birra artigianale” continui a essere regolata esclusivamente dalla legge del 2016.

“Qui non siamo di fronte a un dettaglio tecnico, ma a un problema politico serio” dichiara il Segretario di CNA Imperia, Luciano Vazzano. “Non è accettabile che una norma generale, scritta senza considerare le specificità dei settori produttivi, rischi di colpire imprese sane che rispettano regole già chiare.”

“Le nostre aziende non possono pagare il prezzo di norme confuse o sovrapposte – prosegue Vazzano –. Il rischio è quello di bloccare investimenti, creare contenziosi inutili e mettere in difficoltà chi ha costruito valore e occupazione sul territorio.”

Ancora più netta la posizione del Segretario CNA Imperia: “Se non arriverà rapidamente un chiarimento ufficiale, ci troveremo di fronte a un cortocircuito normativo in cui lo Stato prima definisce cosa è artigianale e poi, di fatto, ne limita l’utilizzo. È un paradosso che non possiamo accettare. Non si possono cambiare le regole in corsa scaricando le conseguenze sulle imprese.”

“Serve una presa di responsabilità immediata – conclude Vazzano –. O si chiarisce che la birra artigianale resta disciplinata dalla normativa specifica, oppure si rischia di colpire uno dei comparti più dinamici dell’agroalimentare italiano. CNA non resterà a guardare.”

CNA Imperia, in raccordo con CNA Agroalimentare nazionale, auspica ora un riscontro rapido e formale da parte del Ministero competente, al fine di garantire uniformità interpretativa su tutto il territorio nazionale e assicurare certezza giuridica alle imprese. Un chiarimento che appare indispensabile non solo per evitare contenziosi, ma anche per tutelare un settore strategico del Made in Italy agroalimentare.

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