Politica - 14 aprile 2026, 13:16

Centri estivi 2025, la Regione verso il riassorbimento delle richieste fuori graduatoria. Dibattito in Consiglio regionale

Interrogazione di Avs: i voucher vengono riconosciuti solo a rimborso: le famiglie devono anticipare l’intero costo del centro estivo e attendere mesi per ricevere il contributo

Centri estivi 2025, la Regione verso il riassorbimento delle richieste fuori graduatoria. Dibattito in Consiglio regionale

Sono quasi 800 le famiglie liguri che, pur avendo i requisiti, sono rimaste escluse dai voucher per i centri estivi 2025. Un dato discusso in Consiglio regionale sulla misura finanziata dalla Regione Liguria attraverso il Programma FSE+ 2021-2027, con un’interrogazione di AVS illustrata da Selena Candia. L’iniziativa, a sostegno della partecipazione di bambini e ragazzi alle attività estive e aiutare le famiglie a conciliare lavoro e vita privata, può contare su uno stanziamento di circa 2 milioni di euro. Ma le risorse non sono bastate a coprire tutte le richieste e su questo tema AVS ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale.

In base all’interrogazione, a fronte delle domande presentate, sono state finanziate 5.650 richieste, mentre 788, pur risultando ammissibili, sono rimaste escluse per esaurimento dei fondi. A queste si aggiungono 85 domande non ammissibili e 13 rinunce. Un quadro che, secondo Avs, evidenzia chiaramente un divario tra i bisogni reali delle famiglie e la capacità di risposta della misura. Al centro delle critiche non c’è solo la scarsità delle risorse, ma anche il meccanismo di erogazione del contributo. Il voucher, infatti, viene riconosciuto solo a rimborso: le famiglie devono anticipare l’intero costo del centro estivo e attendere mesi per ricevere il contributo. Un sistema che rischia di penalizzare soprattutto i nuclei con minori disponibilità economiche, trasformando di fatto il sostegno in una misura meno accessibile.

Inoltre, i tempi tecnici per la presentazione delle domande, la formazione delle graduatorie e la liquidazione dei contributi allungano ulteriormente l’attesa, con possibili ripercussioni sui bilanci familiari proprio nei mesi estivi. “I centri estivi – spiega Candia – rappresentano un servizio essenziale per la conciliazione vita-lavoro e la loro mancata accessibilità determina effetti rilevanti sul piano sociale ed economico. Tale situazione incide in modo particolare sulle donne, che più frequentemente sono costrette a ridurre o sospendere l’attività lavorativa in assenza di servizi accessibili per la cura dei figli”.

Avs chiede all’amministrazione regionale se intenda, già dal 2026, adeguare i fondi al reale fabbisogno e rivedere i criteri di accesso, a partire proprio dal meccanismo del rimborso. “Inizialmente le domande escluse per esaurimento fondi erano 788, per un importo complessivo di poco superiore ai 231mila euro – spiega l’assessore Simona Ferro –. Tuttavia, grazie alle risorse generate nel corso dell’attuazione, pari a oltre 162mila euro, già oggi sarà possibile coprire circa il 70% delle domande inizialmente fuori fondo. Di 6.536 domande, 5.649 sono state considerate ammissibili e, a distanza di circa tre mesi, risultano lavorate oltre 3.800 pratiche tra quelle già erogate e quelle in fase di integrazione. Verosimilmente, al termine delle operazioni, si riuscirà a scorrere integralmente la graduatoria con le risorse già stanziate. Questo andamento conferma l’impostazione improntata alla prudenza e all’efficienza nella gestione delle risorse pubbliche, evitando sovrastime e immobilizzazioni di fondi non necessari”.

La Regione spiega che la misura verrà confermata anche per il 2026, già in fase di riprogrammazione. “Per quanto riguarda i criteri di accesso alla misura – conclude Ferro – il bando prevedeva la possibilità di ottenere voucher settimanali anche a fronte di una frequenza di tre giorni a settimana. Questo criterio appare già sufficientemente flessibile, in quanto consente alle famiglie di non prevedere la presenza quotidiana dei bambini in caso di difficoltà organizzative, ma al contempo rappresenta una soglia adeguata per garantire una partecipazione continuativa e strutturata. Non escludo approfondimenti per rivalutare i criteri di accesso alla misura, con particolare attenzione ai nuclei familiari con ISEE più basso”.

Elena Romanato

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