Attualità - 14 aprile 2026, 10:30

Sanremo, bodycam e droni al centro del confronto: “Tecnologia e regole devono crescere insieme”

Al Teatro del Casinò un incontro su videosorveglianza, norme e nuove sfide per la polizia locale. Focus su decreto 116/2025, privacy e utilizzo dei dispositivi digitali

La polizia locale stretta tra due mondi, quello analogico e quello digitale, chiamata oggi a governare strumenti sempre più avanzati senza poter contare su modelli organizzativi altrettanto evoluti. È da qui che si è sviluppato il confronto andato in scena questa mattina al Teatro del Casinò, dove si è tenuto l’incontro formativo dedicato ai temi della videosorveglianza ambientale e urbana, promosso dal Comune di Sanremo.

Un appuntamento rivolto a amministratori, comandanti e operatori di polizia locale, tecnici comunali, DPO e professionisti del settore, alle prese con un quadro normativo sempre più complesso, ridefinito anche dalle novità introdotte dal Decreto-legge 116/2025 e dai recenti orientamenti in materia di bodycam e droni.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del sindaco Alessandro Mager, del segretario generale Monica Di Marco, del comandante della polizia locale Fulvio Asconio e del DPO Santo Fabiano.

Proprio il comandante Fulvio Asconio ha offerto una chiave di lettura più ampia e strutturale del momento che stanno attraversando i corpi di polizia locale: “La polizia locale vive oggi una fase particolarmente complessa, perché si trova a gestire contemporaneamente due mondi che spesso si sovrappongono senza integrarsi davvero. Da un lato permane un contesto fortemente analogico, fatto di procedimenti tradizionali, gestione documentale, rapporti umani e controlli sul territorio; dall’altro cresce rapidamente un ecosistema digitale con logiche completamente diverse, tra videosorveglianza evoluta, lettura targhe, sistemi mobili, interoperabilità dei dati e strumenti sempre più avanzati di intelligenza artificiale”.

Un passaggio che non può più essere affrontato con schemi tradizionali: “Il modello basato esclusivamente sul precetto e sulla sanzione non è più sufficiente quando si entra nel governo dei sistemi digitali. Il presidio corretto delle nuove tecnologie richiede capacità strategica, organizzazione interna, chiarezza nei ruoli e nella definizione delle finalità, oltre al governo dei flussi informativi e alla costruzione preventiva delle regole di funzionamento”.

Da qui anche il cambio di paradigma che coinvolge direttamente i comandi: “Il tema non è soltanto utilizzare un dispositivo, ma capire dentro quale architettura amministrativa e giuridica quel dispositivo deve operare. Questo comporta un cambiamento culturale importante: il comando non governa più soltanto attività operative, ma anche processi complessi di data governance”.

Asconio ha poi sottolineato un nodo cruciale, quello della formazione: “Senza formazione continua e aggiornamento tecnico e giuridico, il rischio è che strumenti molto avanzati vengano utilizzati all’interno di modelli organizzativi superati. E quando il digitale entra in sistemi ancora governati con logiche esclusivamente tradizionali, tutto diventa inevitabilmente più difficile”.

Infine, il valore dell’iniziativa: “Questo momento formativo, giunto al secondo anno, sta diventando un appuntamento fisso per fare il punto sulle novità, sia dal punto di vista tecnico sia della giurisprudenza, in particolare rispetto alle decisioni dell’Autorità Garante per la Privacy”.

Sul piano normativo si è soffermato il sindaco Alessandro Mager: “Il tema è di stringente attualità. Il decreto legge del 2025 ha inciso anche sull’utilizzo della videosorveglianza, ad esempio per la contestazione degli illeciti in materia di rifiuti. Tuttavia, si sono create criticità: la norma prevede sanzioni fino a mille euro per chi abbandona rifiuti vicino ai contenitori, con possibili contrasti rispetto ai regolamenti locali. Il nostro regolamento consente di gestire questa situazione, ma il problema resta”.

E ancora, sul tema dell’innovazione frenata: “Quando si introducono nuove norme emergono spesso conflitti di competenza tra diversi enti, che finiscono per rallentare l’innovazione. È successo con i droni, che potrebbero essere strumenti utili per la polizia locale ma che in alcuni casi sono stati limitati, e lo stesso vale per le bodycam”.

A guardare al futuro è stata invece Monica Di Marco: “L’intelligenza artificiale è uno strumento estremamente potente. Oggi è già integrata in dispositivi come le bodycam e sta trasformando in tempo reale la gestione delle operazioni. In prospettiva potrà supportare gli operatori anche nella prevenzione, ma è fondamentale comprenderne a fondo le potenzialità e i limiti”.

Nel corso della mattinata, i relatori hanno affrontato i principali snodi giuridici e operativi legati alla videosorveglianza, dal rapporto tra GDPR e Direttiva Polizia all’utilizzabilità dei filmati nei procedimenti amministrativi e sanzionatori, fino alla gestione documentale dei sistemi e alle responsabilità degli enti locali.

Il quadro che emerge è chiaro: la tecnologia corre veloce, ma senza una governance solida rischia di restare uno strumento inefficace o, peggio, problematico. La sfida, oggi, non è solo innovare, ma farlo con regole, competenze e visione.

Andrea Musacchio

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