“Rispetto al periodo pre-Covid il numero totale degli operai edili in Liguria è salito di oltre 10 mila unità, in soli 7 anni si sono iscritte alle Casse Edili quasi 800 aziende e la massa salari complessiva è arrivata a sfiorare i 320 milioni di euro, mentre nel 2019 era di poco superiore ai 180. Ma siamo costruttori, non siamo abituati a guardare i fatti con ingenuo idealismo, bensì con realista ottimismo. Oggi abbiamo il bisogno, il dovere e sentiamo la responsabilità di consolidare questa tendenza occupazionale molto solida, allontanando lo spauracchio della lunga crisi che ci ha accompagnati fino alle soglie del 2020”. Questo il commento del Presidente di Ance Liguria Enio Marino, ai dati raccolti dalle Casse Edili della Liguria e rielaborati dal Collegio Regionale Ligure Costruttori Edili.
Secondo i dati di Ance Liguria, la crescita occupazionale che ha vissuto l’edilizia in Liguria e in larga parte del resto d’Italia negli ultimi anni, non ha eguali nella storia recente del settore delle costruzioni edili. L’escalation annuale costante parte dai 17.395 operai del 2019 ai 28.013 del 2025 (+37,9%), con un salto di quasi 4 mila unità tra il 2021 e il 2022. In direzione analoga, anche il numero delle imprese è salito nello stesso periodo da 3.622 a 4.400 (+17,68%), seppur con qualche leggera flessione nel 2020 e nel 2025. Senza eguali, infine, il salto di oltre 135 milioni di euro della massa salari complessiva (+42,4%) in soli sette anni.
La sequenza storica raccolta da Ance Liguria dal 2019 al 2025 segna risultati che confermano le previsioni analitiche pubblicate dalla Banca d’Italia nel rapporto sulle economie regionali del 2023, dal titolo “L’occupazione attivabile dal PNRR nel settore delle costruzioni”. La banca centrale italiana, infatti, a fronte di 1,9 miliardi di euro assegnati alla Liguria dal PNRR, aveva stimato che gli investimenti avrebbero determinato tra il 2023 e il 2026 un incremento medio annuo dell’occupazione dipendente nel comparto edile pari all’8,4% rispetto ai valori registrati nel 2019, equivalente ad una domanda aggiuntiva di lavoro stimata in “poco più di 2.000 posizioni in media d’anno”.
“Anche se i numeri che abbiamo raccolto non rispecchiano a pieno la previsione fatta da Bankitalia – conclude il Presidente di Ance Liguria, Enio Marino - è evidente come la tendenza sia la medesima. È altrettanto chiaro che non è pensabile di poter continuare a crescere a questi livelli, data anche la situazione geopolitica che stiamo vivendo a livello mondiale. È questo il momento di dialogare costruttivamente con la politica perché quanto di buono fatto finora venga consolidato, passando da misure eccezionali a interventi strutturali che diano continuità a tutto il comparto delle costruzioni. D’altronde il lavoro avviato su infrastrutture, rigenerazione urbana, edilizia green e dissesto idrogeologico è appena all’inizio. C’è ancora molto da fare e siamo qui per questo. Come ci ricorda Goethe, chi non va avanti va indietro”.





