Si accende il dibattito sulla riorganizzazione del servizio di emergenza sanitaria in Liguria, dopo l’annuncio del trasferimento della centrale operativa del 118 di Imperia presso quella di Genova, all’interno dell’Ospedale San Martino. A intervenire con una dura presa di posizione è Carla Nattero, segretaria regionale di Sinistra Italiana, che contesta le rassicurazioni della giunta guidata da Marco Bucci. Secondo Nattero, infatti, “la centralizzazione prevista dalla controriforma sanitaria non è solo organizzativa, ma incide concretamente sui servizi territoriali”.
Il primo territorio coinvolto sarà proprio Imperia, con il trasferimento previsto entro la fine di aprile. Le province di La Spezia e Savona restano per ora in attesa. La scelta viene definita particolarmente critica perché riguarda la provincia con la popolazione più anziana e fragile della Liguria, oltre a un territorio caratterizzato da un entroterra complesso. “Un’area a prova di geolocalizzazione”, sottolinea Nattero, evidenziando le difficoltà operative che potrebbero emergere. Nel comunicato si evidenzia anche la mancanza di un piano graduale di attuazione, con assenza di misure per monitorare l’impatto della riorganizzazione o per attenuarne gli effetti. Un aspetto che alimenta ulteriormente le preoccupazioni.
“Non si ha notizia di alcuna misura per accompagnare il cambiamento o valutarne i risultati”, si legge nella dichiarazione, che invita a una revisione complessiva del progetto. Il punto centrale della critica riguarda il possibile bilanciamento tra risparmio e sicurezza: “Il risparmio di personale ottenuto con la centralizzazione del 118 non vale il rischio di perdere tempo prezioso per la salvezza della vita umana”. Da qui la richiesta di rivedere la decisione, non solo per Imperia ma per l’intera regione, in un momento in cui il tema dell’efficienza dei soccorsi resta cruciale per i cittadini.
















