Paola Barbato presenta "Cuore Capovolto" al Festival delle Ragazze. La celebre scrittrice noir e sceneggiatrice di Dylan Dog, ieri pomeriggio, ha illustrato il suo ultimo lavoro al pubblico presente nella sala eventi de La Piccola a Ospedaletti.
L’incontro, condotto da Raffaella Fenoglio, era il terzo appuntamento della rassegna il Festival delle Ragazze quest'anno ospitata a Ospedaletti. "L’incontro non è stato solo la presentazione di un libro ma un viaggio nel 'recinto' creativo di un’autrice che ha fatto della tensione e del ritmo la sua firma stilistica" - dicono le organizzatrici - "Dalla lunga esperienza con la Sergio Bonelli Editore, descritta come una vera e propria 'scuola di slalom' durata dieci anni per padroneggiare la complessa partitura del fumetto, fino alla narrativa pura, la Barbato ha condiviso con il pubblico di Ospedaletti la sua visione del mestiere di scrivere".
"Il mio è un lavoro che non si può fare se non ti piace" - spiega l'autrice durante l'incontro. La sua tecnica, definita "a macchia di leopardo", riflette un'urgenza creativa che non aspetta lo studio perfetto: Paola scrive nei parcheggi, ruba tempo alla quotidianità e preferisce la manualità della penna. "Scrivere a mano è come quando ho iniziato la collaborazione con la Bonelli: è un modo per dar vita all'idea piano piano, come zucchero filato" - sottolinea Barbato.
Al centro del dibattito anche il fascino per figure moderne e oscure, come i poliziotti informatici. Barbato ha, infatti, descritto con precisione il sacrificio di chi si infiltra in rete, vivendo mesi chiusi in una stanza per fingere di essere qualcun altro. Una metafora perfetta del suo approccio alla trama: "Io so da dove parto e dove arrivo, in mezzo è terra di nessuno. Mi faccio trascinare dai personaggi" - afferma Barbato.
L'autrice si è poi soffermata sul suo rapporto con le figlie e sulla letteratura per l'infanzia. Nonostante il successo dei manga e degli audiolibri in famiglia, il consiglio resta uno solo: "cercare un lavoro che faccia svegliare con la gioia. E sulla paura nei libri per bambini, la posizione è netta: bisogna dare il brivido, ma quello giusto, che permette di chiudere il libro e sentirsi al sicuro, pur avendo scoperto una nuova verità" - mette in risalto.
Le letture, a cura di Emanuela Tralci, hanno permesso al pubblico di immergersi nelle atmosfere cupe e affascinanti del romanzo. "L'evento si è concluso tra gli applausi dei molti lettori accorsi in Riviera, confermando Paola Barbato come una delle voci più autentiche e coraggiose del panorama letterario contemporaneo, capace di cambiare la propria verità restando sempre fedele a sé stessa" - commentano le organizzatrici.
Paola Barbato, classe 1971, milanese di nascita, bresciana d’adozione e prestata a Verona dove vive con il compagno, tre figlie e due cani. Scrittrice e sceneggiatrice di fumetti, sceneggia dal 1999 Dylan Dog per la Sergio Bonelli Editore, oltre a partecipare a diverse altre serie a fumetti. Ha pubblicato per Rizzoli, Bilico (2006), Mani nude (2008, vincitore del Premio Scerbanenco, da cui è stato tratto un film nel 2024), Il filo rosso (2010). Con Edizioni Piemme ha pubblicato Non ti faccio niente (2017), la trilogia Io so chi sei (2018), Zoo (2019) e Vengo a prenderti (2020), L’ultimo ospite (2021), La cattiva strada (2022) e Il dono (2023). Dal 2019 collabora anche con Il battello a vapore scrivendo libri per bambini e ragazzi. Nel 2025 con Horror Game vince il premio Bancarellino. Nel 2009 ha scritto la fiction Nel nome del male per Sky.





























