Con la primavera che entra nel vivo e le festività pasquali ormai passate, sulle spiagge liguri torna a farsi spazio un’attesa speciale, figlia di quanto visto negli ultimi anni: la regione ha iniziato a trasformarsi in un nuovo luogo di nidificazione per la tartaruga marina Caretta caretta, e dopo la stagione record del 2025 la sensazione è che la prossima estate possa regalare nuove sorprese.
La scorsa estate ha segnato un punto di svolta: lungo la costa sono stati individuati numerosi nidi e, a fine stagione, oltre 700 piccoli hanno raggiunto il mare. Un dato che racconta molto più di una curiosità naturalistica: indica un Mediterraneo che cambia e una specie che sta ampliando le proprie aree di riproduzione. Nel 2025 le nidificazioni hanno fatto notizia anche nel Ponente: a Riva Ligure una deposizione avvenuta davanti ai bagnanti ha mostrato quanto questo fenomeno sia ormai vicino alla vita quotidiana delle spiagge. A Taggia, invece, uno dei primi nidi della stagione ha portato alla nascita di decine di tartarughine con un successo di schiusa eccezionale.

In virtù di questo l'Arpal ha voluto ripercorrere sui propri canali comunicativi il lungo processo che dalla posa delle uova sotto la spiaggia porta alla schiusa e all'ingresso nei cuccioli in acqua: un passaggio delicato che viene monitorato costantemente da vari enti, nello specifico: GLIT - Gruppo Ligure Tartarughe (Acquario di Genova, coordinatore, Arpal, Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Università di Genova), con Enti, associazioni e volontari tra cui Capitaneria, amministrazioni locali, Delfini del Ponente, Menkab. Ogni sito viene protetto e seguito passo dopo passo fino alla schiusa.
Il contributo dei cittadini resta sottolinea l'Arpal, però fondamentale: rispettare le aree segnalate, limitare l’illuminazione notturna e segnalare eventuali avvistamenti sono piccoli gesti che possono fare la differenza.
Con l’estate all’orizzonte, la Liguria si prepara quindi ad accogliere nuove nidificazioni. Se il trend degli ultimi anni continuerà, le spiagge della regione potrebbero diventare sempre più spesso la culla di nuove generazioni di tartarughe marine.





