"Imprese schiacciate da rincari e inerzia politica. Governo e UE intervengano subito" - dice CNA Imperia.
"Il nuovo shock energetico legato al conflitto nel Golfo presenta già un conto pesantissimo per il sistema economico: oltre 7 miliardi di euro di maggiori costi per imprese e famiglie tra carburanti, gas ed energia elettrica nel periodo marzo-maggio, pari a circa 100 milioni al giorno" - sottolinea - "Una dinamica che colpisce con particolare durezza la Liguria e la provincia di Imperia, territori strutturalmente penalizzati da costi logistici più elevati, da una forte dipendenza dal trasporto su gomma e da un tessuto produttivo composto quasi esclusivamente da micro e piccole imprese".
"L’impennata del gasolio, che a livello nazionale ha registrato aumenti tra i più alti in Europa, rappresenta un colpo diretto a settori strategici locali: autotrasporto, filiere della distribuzione, edilizia e servizi. In Liguria, regione di collegamento e di transito, ogni aumento dei carburanti si amplifica lungo tutta la catena economica" - mette in risalto - "A questo si aggiunge il peso crescente delle bollette energetiche su attività come turismo, ristorazione, commercio e servizi alla persona, pilastri dell’economia imperiese, già messi sotto pressione da stagionalità, inflazione e calo dei margini".
"Le imprese liguri e imperiesi stanno pagando il prezzo più alto di una crisi internazionale e di scelte politiche insufficienti" – dichiara il segretario di CNA Imperia Luciano Vazzano – "Non è più accettabile che ogni tensione geopolitica si traduca automaticamente in una stangata per chi produce e lavora. Il problema non è solo l’emergenza ma l’assenza di una strategia. Da anni denunciamo il costo insostenibile dell’energia in Italia e in Liguria, dove pesano anche inefficienze infrastrutturali, isolamento territoriale e un sistema logistico fragile. Oggi ne paghiamo le conseguenze".
CNA Imperia punta il dito contro l’inerzia delle istituzioni nazionali ed europee: "Manca una politica energetica comune europea realmente efficace contro la speculazione; il governo non ha ancora adottato misure strutturali per ridurre il costo dell’energia per le PMI e il peso fiscale in bolletta resta troppo elevato e sproporzionato rispetto ai consumi reali".
"È inaccettabile – incalza Vazzano – che lo Stato continui a incassare oltre un miliardo di extragettito IVA mentre imprese e famiglie sono in difficoltà. Quelle risorse devono essere restituite integralmente e subito al sistema produttivo”.
Per CNA Imperia servono interventi urgenti e concreti: "restituzione totale dell’extragettito IVA derivante dai rincari energetici; taglio immediato degli oneri e della fiscalità sulle bollette; misure straordinarie per carburanti e autotrasporto e un piano strutturale nazionale ed europeo per abbattere il costo dell’energia alle piccole imprese".
“Se non si interviene rapidamente – conclude Vazzano – il rischio è una nuova ondata di chiusure, meno occupazione e un ulteriore indebolimento del nostro tessuto economico. La Liguria e la provincia di Imperia non possono continuare a essere lasciate sole: servono scelte politiche coraggiose, non dichiarazioni di principio".
















