Attualità - 11 aprile 2026, 07:15

Sanremo, il Pride riparte dalla sua storia. Viani (Arcigay Imperia): “È il momento di essere cittadini di serie A”

Il corteo prende il via oggi alle 15 da piazza Colombo. Il presidente al suo primo Pride: “Un’emozione e una responsabilità”. Tra memoria del 1972 e nuove sfide, l’obiettivo resta la parità dei diritti

Una foto del Pride 2025

Una foto del Pride 2025

Un Pride che guarda al passato per rilanciare il futuro. Parte questo pomeriggio alle 15 da piazza Colombo il Sanremo Pride, appuntamento che apre simbolicamente la stagione delle manifestazioni in Italia e che, quest’anno, segna anche il primo per Pierluca Viani nel ruolo di presidente di Arcigay Imperia. Un Pride che si muove tra storia e innovazione, con un obiettivo dichiarato: rilanciare con forza la battaglia per la piena parità dei diritti.

“Un’emozione e una responsabilità”. Per Viani si tratta di un debutto carico di significato, personale e politico: “Come primo Pride organizzato da me è molto emozionante e sento anche una grossa responsabilità. Ripenso a quando ero adolescente: non c’erano neanche le unioni civili, camminavo per strada e sentivo gli sguardi delle persone. Oggi invece posso essere me stesso e parlare anche per chi, come me 15 o 20 anni fa, sentiva il peso dell’omofobia”. Un passaggio che racconta non solo un percorso individuale, ma anche il cambiamento – parziale – della società.

Sanremo e la memoria del 1972. Il Pride sanremese si inserisce in una storia precisa, spesso poco conosciuta. “È la prima manifestazione per i diritti delle persone LGBT in Italia a livello storico, nel 1972 – ricorda Viani –. Attivisti da tutta Europa arrivarono a Sanremo per contestare un congresso che considerava l’omosessualità una malattia. Si infiltrarono, presero la parola e ribaltarono completamente il senso di quell’evento”.

Un episodio che oggi diventa simbolo e riferimento: “Questa storia mi ha fatto capire che i grandi cambiamenti non arrivano da lontano: possono nascere anche qui, se le persone si assumono la responsabilità di partecipare”.

Il messaggio: “Dieci anni dopo le unioni civili, non basta più”. Il Pride 2026 si inserisce anche in una ricorrenza significativa: i dieci anni dalla legge sulle unioni civili.
“Sono passati dieci anni dalla legge Cirinnà – sottolinea Viani – e di fatto siamo ancora fermi lì. Doveva essere un punto di partenza, invece è rimasto l’unico passo concreto. Per questo diciamo: adesso basta, è il momento di essere trattati come cittadini di serie A”. Al centro della manifestazione restano dunque richieste chiare, a partire dal matrimonio egualitario e dal riconoscimento pieno dei diritti.

“Più inclusione, ma non abbastanza”. Guardando al territorio, il presidente di Arcigay Imperia riconosce segnali di cambiamento, ma invita a non abbassare la guardia:
“La percezione è migliorata, ci sono meno episodi gravi rispetto al passato. Ma non abbastanza. A inizio anno il nostro vicepresidente è stato insultato pubblicamente a Sanremo per il suo orientamento sessuale”.

E porta anche un episodio recente, emblematico di una difficoltà ancora presente: “Sono entrato in un’attività di Sanremo per parlare della manifestazione e chiedere una mano. All’inizio c’era disponibilità, poi quando ho detto che si trattava del Pride di Sanremo, la reazione è cambiata e mi è stato detto ‘allora no’. A me personalmente è la prima volta che capita, ma dimostra che esporsi su questi temi non è ancora semplice”.

Un dato che evidenzia una criticità strutturale: “Manca ancora formazione e informazione, soprattutto nelle scuole. L’educazione affettiva e sessuale è fondamentale per prevenire discriminazioni e comportamenti violenti”.

Dalla carriera alias alle tutele sul lavoro. Tra i temi più urgenti, anche le tutele per le persone transgender e le discriminazioni in ambito lavorativo.
“Uno strumento importante è la carriera alias, che permette alle persone di essere riconosciute con il nome e il genere in cui si identificano. Non è obbligatoria, ma dovrebbe esserlo: evita situazioni di disagio e tutela la dignità delle persone”.

Un percorso che, secondo Viani, è possibile anche in provincia: “Sono fiducioso. È un territorio complesso, con una popolazione mediamente più anziana, quindi i cambiamenti richiedono più tempo. Ma con il supporto delle istituzioni e leggi adeguate possiamo arrivarci”.

Le priorità: ascolto, diritti e visibilità. Guardando oltre il Pride, Arcigay Imperia conferma un’attività articolata sul territorio: “Abbiamo sportelli di ascolto per persone LGBTQIA+, sosteniamo migranti che chiedono asilo perché nei loro Paesi non possono vivere liberamente. E lavoriamo anche sulla visibilità: per il secondo anno assegniamo il premio Queer al Festival di Sanremo, quest’anno a Ditonellapiaga”.

Un impegno che punta anche a rafforzare la comunicazione e la presenza pubblica: “Sanremo è un luogo fondamentale per la comunità. Essere qui significa avere la possibilità di portare il nostro messaggio a un livello più alto”.

Un Pride tra memoria e futuro. Quello che prende il via oggi pomeriggio non è solo un corteo, ma un passaggio simbolico.
Tra la memoria delle prime lotte e le sfide ancora aperte, il Sanremo Pride torna a essere uno spazio politico e sociale, in cui rivendicare diritti, ma anche costruire nuove forme di partecipazione. Con un messaggio che attraversa generazioni diverse: la parità non è ancora raggiunta, ma il percorso è tracciato.

Andrea Musacchio

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