Il futuro dell'Astoria? Più un condominio di lusso che un compromesso tra una quota (principale) di alloggi e una (minoritaria) riservata alla ricettività alberghiera. Insomma, non un ibrido tipo condhotel, ma una destinazione residenziale con qualche concessione alla fruibilità pubblica (ristorante, Spa, parcheggi e/o altri servizi). E' la traiettoria disegnata dal gruppo Marzocco, che ha acquisito l'ex hotel un paio d'anni fa, per farlo uscire dall'oblio in cui è sprofondato. Il progetto, a firma dell'architetto Marco Filippo Alborno, è stato depositato a Palazzo Bellevue dopo il recente incontro con il sindaco Alessandro Mager e l'assessore Massimo Donzella (urbanistica e lavori pubblici) in cui i fratelli Claudio e Paolo Marzocco, sanremesi trapiantati nel Principato di Monaco, avevano confermato l'interesse ad investire sul recupero dell'immobile in corso Matuzia.
E' il primo passo verso un'analisi approfondita degli elaborati, a cominciare dal vaglio preliminare a carico degli uffici competenti, propedeutico a un confronto all'interno dell'amministrazione civico-progressista che guida la città. Mager non si sbilancia, per ora, facendo però intendere che quel fabbricato non deve rimanere una macchia sempre più scura nell'immagine da cartolina dell'area dei grandi alberghi storici di Sanremo. Il nodo da sciogliere è quello del vincolo alberghiero, ostacolo per le intenzioni dei Marzocco. Un assist è arrivato dalla sentenza della Corte Costituzionale depositata nell'ottobre scorso che, in sostanza, ha dichiarato l'illegittimità di un articolo della legge regionale del 2008, poi modificato nel 2013, nella parte in cui non concedeva ai proprietari di immobili gravati da vincolo alberghiero di presentare istanza per superare il blocco a fronte di comprovata insostenibilità economica nella prosecuzione (o ripresa) dell'attività ricettiva.
Va considerato, però, che il Puc prevede la destinazione alberghiera di quell'area. Ne consegue l'eventuale predisposizione di una variante urbanistica in cui valutare il reale interesse pubblico dell'operazione proposta, che finirebbe per allungare (non di poco) l'iter della pratica. Una carta da giocare potrebbe essere quella di offrire un servizio importante per la collettività, come ad esempio un ampio parcheggio a disposizione di tutti, anche nelle vicinanze, tenuto conto della forte carenza di posti auto alla Foce e dintorni.
Al progetto sono allegati autorevoli pareri sulla non convenienza di ripercorrere la strada della ricettività, sia pure parziale, a fronte dei cospicui investimenti necessari (si vocifera di cifre intorno a 40/50 milioni), e anche sulle procedure di svincolo della destinazione d'uso. In ogni caso, dovranno pronunciarsi pure la commissione paesaggio di Palazzo Bellevue e la Regione. Il gruppo Marzocco ha un pedigree immobiliare di tutto rispetto, basti pensare alla realizzazione della modernissima Tour Odéon, la più alta del Principato con i suoi 49 piani, di cui 5 riservati all'attico da 3300 mq tra i più costosi al mondo (valore vicino a 400 milioni). Ma anche alla trasformazione dell'ex azienda di esportazione floricola Ghersi, a Sanremo in corso Mazzini, in un lussuoso condominio composto da due palazzine affacciate sul mare dei Tre Ponti.





