Un Pride che guarda al passato per rilanciare il futuro. Parte questo pomeriggio alle 15 da piazza Colombo il Sanremo Pride, appuntamento che apre simbolicamente la stagione delle manifestazioni in Italia e che, quest’anno, segna anche il primo per Pierluca Viani nel ruolo di presidente di Arcigay Imperia. Un Pride che si muove tra storia e innovazione, con un obiettivo dichiarato: rilanciare con forza la battaglia per la piena parità dei diritti.

“Un’emozione e una responsabilità”. Per Viani si tratta di un debutto carico di significato, personale e politico: “Come primo Pride organizzato da me è molto emozionante e sento anche una grossa responsabilità. Ripenso a quando ero adolescente: non c’erano neanche le unioni civili, camminavo per strada e sentivo gli sguardi delle persone. Oggi invece posso essere me stesso e parlare anche per chi, come me 15 o 20 anni fa, sentiva il peso dell’omofobia”. Un passaggio che racconta non solo un percorso individuale, ma anche il cambiamento – parziale – della società.
Sanremo e la memoria del 1972. Il Pride sanremese si inserisce in una storia precisa, spesso poco conosciuta. “È la prima manifestazione per i diritti delle persone LGBT in Italia a livello storico, nel 1972 – ricorda Viani –. Attivisti da tutta Europa arrivarono a Sanremo per contestare un congresso che considerava l’omosessualità una malattia. Si infiltrarono, presero la parola e ribaltarono completamente il senso di quell’evento”.
Un episodio che oggi diventa simbolo e riferimento: “Questa storia mi ha fatto capire che i grandi cambiamenti non arrivano da lontano: possono nascere anche qui, se le persone si assumono la responsabilità di partecipare”.
Il messaggio: “Dieci anni dopo le unioni civili, non basta più”. Il Pride 2026 si inserisce anche in una ricorrenza significativa: i dieci anni dalla legge sulle unioni civili.
“Sono passati dieci anni dalla legge Cirinnà – sottolinea Viani – e di fatto siamo ancora fermi lì. Doveva essere un punto di partenza, invece è rimasto l’unico passo concreto. Per questo diciamo: adesso basta, è il momento di essere trattati come cittadini di serie A”. Al centro della manifestazione restano dunque richieste chiare, a partire dal matrimonio egualitario e dal riconoscimento pieno dei diritti.
“Più inclusione, ma non abbastanza”. Guardando al territorio, il presidente di Arcigay Imperia riconosce segnali di cambiamento, ma invita a non abbassare la guardia:
“La percezione è migliorata, ci sono meno episodi gravi rispetto al passato. Ma non abbastanza. A inizio anno il nostro vicepresidente è stato insultato pubblicamente a Sanremo per il suo orientamento sessuale”.
E porta anche un episodio recente, emblematico di una difficoltà ancora presente: “Sono entrato in un’attività di Sanremo per parlare della manifestazione e chiedere una mano. All’inizio c’era disponibilità, poi quando ho detto che si trattava del Pride di Sanremo, la reazione è cambiata e mi è stato detto ‘allora no’. A me personalmente è la prima volta che capita, ma dimostra che esporsi su questi temi non è ancora semplice”.
Un dato che evidenzia una criticità strutturale: “Manca ancora formazione e informazione, soprattutto nelle scuole. L’educazione affettiva e sessuale è fondamentale per prevenire discriminazioni e comportamenti violenti”.
Dalla carriera alias alle tutele sul lavoro. Tra i temi più urgenti, anche le tutele per le persone transgender e le discriminazioni in ambito lavorativo.
“Uno strumento importante è la carriera alias, che permette alle persone di essere riconosciute con il nome e il genere in cui si identificano. Non è obbligatoria, ma dovrebbe esserlo: evita situazioni di disagio e tutela la dignità delle persone”.
Un percorso che, secondo Viani, è possibile anche in provincia: “Sono fiducioso. È un territorio complesso, con una popolazione mediamente più anziana, quindi i cambiamenti richiedono più tempo. Ma con il supporto delle istituzioni e leggi adeguate possiamo arrivarci”.
Le priorità: ascolto, diritti e visibilità. Guardando oltre il Pride, Arcigay Imperia conferma un’attività articolata sul territorio: “Abbiamo sportelli di ascolto per persone LGBTQIA+, sosteniamo migranti che chiedono asilo perché nei loro Paesi non possono vivere liberamente. E lavoriamo anche sulla visibilità: per il secondo anno assegniamo il premio Queer al Festival di Sanremo, quest’anno a Ditonellapiaga”.
Un impegno che punta anche a rafforzare la comunicazione e la presenza pubblica: “Sanremo è un luogo fondamentale per la comunità. Essere qui significa avere la possibilità di portare il nostro messaggio a un livello più alto”.
Un Pride tra memoria e futuro. Quello che prende il via oggi pomeriggio non è solo un corteo, ma un passaggio simbolico.
Tra la memoria delle prime lotte e le sfide ancora aperte, il Sanremo Pride torna a essere uno spazio politico e sociale, in cui rivendicare diritti, ma anche costruire nuove forme di partecipazione. Con un messaggio che attraversa generazioni diverse: la parità non è ancora raggiunta, ma il percorso è tracciato.





