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Attualità | 09 aprile 2026, 14:03

Caso Possamai, arriva la sentenza: condanna a 2 anni. La difesa annuncia appello

Il tribunale si è pronunciato sull’ex assessore ed imprenditore di Bordighera, imputato per autoriciclaggio e appropriazione indebita. Il pm aveva chiesto 3 anni e 6 mesi

Caso Possamai, arriva la sentenza: condanna a 2 anni. La difesa annuncia appello

È arrivata la sentenza nel processo a carico di Osvaldo Possamai, 75 anni, ex assessore della giunta Olivo e imprenditore di Bordighera: il tribunale ha disposto una condanna a 2 anni, inferiore rispetto alla richiesta avanzata dalla Procura, che aveva chiesto 3 anni e 6 mesi.

Una decisione attesa dopo la chiusura della fase dibattimentale e l’udienza del 9 aprile, che segna un primo punto fermo in un procedimento che ha visto contrapporsi accusa e difesa su ricostruzioni profondamente diverse.

Le accuse e il processo. Possamai era imputato per autoriciclaggio e appropriazione indebita nell’ambito di un’indagine avviata dalla Guardia di Finanza, scaturita dalle denunce presentate dal fratello.

Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe compiuto operazioni riconducibili ai reati contestati. Una ricostruzione che la difesa ha sempre respinto, sostenendo una lettura alternativa dei fatti.

Nel corso del processo, lo stesso Possamai aveva dichiarato di non aver mai effettuato prelievi per fini personali o familiari, ma esclusivamente per esigenze legate all’attività, tra cui spese correnti, stipendi e costi di gestione.

La decisione del tribunale. La condanna a 2 anni rappresenta una riduzione significativa rispetto alla richiesta della Procura, ma conferma, almeno in primo grado, la responsabilità dell’imputato per i fatti contestati. Resta ora da comprendere nel dettaglio il contenuto della sentenza, con le motivazioni che saranno fondamentali per valutare i prossimi sviluppi giudiziari.

La difesa: “Aspettiamo le motivazioni, poi appello”. All’uscita dall’aula, il legale dell’imputato, l’avvocato Marco Bosio, ha confermato l’intenzione di proseguire la battaglia legale: “Aspettiamo che venga pubblicata la sentenza e poi faremo appello”. Una posizione in linea con quanto sostenuto durante tutto il processo, in cui la difesa aveva chiesto l’assoluzione, contestando la ricostruzione dell’accusa.

Andrea Musacchio

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