Cronaca - 02 aprile 2026, 10:23

Agnelli verso i macelli di Pasqua: controlli al confine italo-francese di Ventimiglia, irregolarità e sofferenze nei trasporti (Foto e Video)

Monitoraggi e camion dall’estero sotto osservazione, segnalazioni e criticità sul benessere animale

Per il sesto anno consecutivo l'associazione 'Essere Animali' è tornata a monitorare i camion carichi di agnelli diretti ai macelli italiani in vista della Pasqua, concentrando le attività al confine italo-francese di Ventimiglia, punto strategico di transito per i mezzi provenienti da Francia e Spagna. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Animal Welfare Foundation, ha permesso di osservare da vicino una parte significativa dei flussi di animali vivi verso l’Italia, dove vengono macellati principalmente in Toscana, Abruzzo, Lazio e Puglia. Nel 2025, su circa 510 mila agnelli importati dall’Unione Europea, oltre 136 mila provenivano proprio da Francia e Spagna, dopo viaggi che possono superare le 24 ore.

Secondo i dati Eurostat, tra marzo e aprile dello scorso anno – periodo che precede la Pasqua – l’Italia ha importato oltre 153 mila agnelli. Inoltre, le macellazioni sono aumentate, passando da 1,53 milioni nel 2024 a 1,65 milioni nel 2025, come riportato dalla Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica. Tra il 23 e il 28 marzo, gli attivisti hanno percorso 2700 chilometri monitorando cinque camion, due dei quali sono stati segnalati alle autorità e sottoposti a controlli nelle province di Imperia e Savona. Le criticità rilevate riguardano soprattutto le condizioni tipiche dei trasporti su lunga distanza: densità eccessiva di animali, mancanza di acqua, lettiera insufficiente e ventilazione inadeguata, oltre a strutture non idonee a garantire la sicurezza degli ovini.

Il caso più grave riguarda un camion con 300 pecore francesi diretto verso un macello in provincia di Pescara. A bordo, almeno quattro animali presentavano arti fratturati ed erano incastrati nel rimorchio, probabilmente da molte ore. Dopo la segnalazione, il mezzo è stato fermato dalla Polizia Stradale in un’area di servizio sull’A10, nei pressi di Savona. Tuttavia, secondo quanto denunciato dalle associazioni, il controllo veterinario sarebbe stato parziale e superficiale, limitandosi al primo livello del camion e ignorando gli animali feriti sul terzo. Nonostante la normativa preveda lo scarico immediato degli animali feriti nella stalla di controllo più vicina, il camion è stato autorizzato a proseguire il viaggio, esponendo gli animali a ulteriori ore di sofferenza.

Le indicazioni dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare sottolineano la necessità di ridurre drasticamente i tempi di trasporto, aumentare gli spazi e migliorare le condizioni ambientali, mettendo in discussione i viaggi su lunga distanza. Secondo le associazioni, l’attuale regolamento europeo sul trasporto degli animali non garantisce una protezione adeguata e lascia ampi margini di incertezza nell’applicazione delle norme. Un recente sondaggio presentato al Parlamento europeo evidenzia inoltre come il 90% degli italiani sia preoccupato per il benessere animale durante il trasporto, una percentuale superiore alla media europea. Molti cittadini si dichiarano contrari ai viaggi prolungati e disposti a sostenere costi maggiori pur di garantire condizioni migliori agli animali.

«Le immagini raccolte mostrano esseri senzienti trattati come merci e costretti a viaggi lunghissimi che li espongono a sofferenze terribili», ha dichiarato Chiara Caprio, responsabile relazioni istituzionali di Essere Animali, sottolineando come il mancato avanzamento della nuova normativa europea continui a lasciare milioni di animali senza adeguate tutele.

Carlo Alessi

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