Clima teso nell’ultimo Consiglio comunale, dove – secondo Ventimiglia Progressista – sarebbe emersa “una contraddizione evidente” tra gestione istituzionale e risposta politica agli eventi recenti. L'associazione frontaliera parla apertamente di una Presidenza definita “censoria, a tratti arrogante e povera di senso istituzionale”, contrapposta a un intervento del Sindaco ritenuto insufficiente. “Un atto riparativo tardivo”, viene definito, accusando il primo cittadino di aver ridotto “un grave episodio di delegittimazione democratica a mera formalità”, senza concedere spazio al contraddittorio.
Nel mirino del gruppo anche l’impostazione generale dell’amministrazione, accusata di rifugiarsi nelle regole formali: “È proprio nelle formalità che questa amministrazione sembra rifugiarsi”, si legge, con la critica a un uso di regolamenti e vademecum considerati sostitutivi del rispetto sostanziale delle istituzioni. Secondo i firmatari (Gianni Cappelletti, Luca Donzelli, Salvatore Mastroieni e Maria Spinosi) si starebbe verificando uno scollamento tra forma e contenuto, con “regole di facciata” in crescita e una sostanza politica in arretramento, in una città descritta come attraversata da una crisi profonda e da un linguaggio pubblico “ormai degradato”.
Particolarmente severo il giudizio sul comportamento del Sindaco, che avrebbe adottato “toni dimessi, quasi notarili”, limitandosi a comunicare dimissioni senza una reale assunzione di responsabilità. “Una formalità, appunto”, sottolinea il comunicato, ritenuta utile solo a chiudere le polemiche ma non a risolvere il problema politico. La conclusione è netta: il vuoto politico denunciato rischia di tradursi in nuovi scontri di potere e in un ulteriore degrado istituzionale, alimentando tensioni già evidenti all’interno del Consiglio comunale.





