Attualità - 31 marzo 2026, 12:31

Caso Nessy Guerra, sentenza rinviata al 28 aprile. La difesa deposita dichiarazione chiave: “Nessuna relazione, testimonianza estorta”

In aula presentato un documento giurato ritenuto centrale dalla difesa, che punta a ribaltare la condanna a sei mesi. Il giudice si riserva la decisione, mentre resta aperto anche il nodo dell’affidamento

Caso Nessy Guerra, sentenza rinviata al 28 aprile. La difesa deposita dichiarazione chiave: “Nessuna relazione, testimonianza estorta”

Nessuna decisione immediata. La Corte d’Appello di Hurghada si è riservata di pronunciarsi sul caso di Nessy Guerra, rinviando la sentenza al prossimo 28 aprile. Un passaggio che allunga l’attesa, ma che arriva al termine di un’udienza ritenuta significativa soprattutto per quanto presentato dalla difesa della donna sanremese. Al centro della strategia difensiva, infatti, c’è stata la produzione di una dichiarazione ritenuta determinante, depositata nel corso dell’udienza e destinata a incidere sul quadro probatorio.

La carta della difesa: “Nessuna relazione, dichiarazioni estorte”. A spiegare i contenuti è l’avvocata per l’Italia di Nessy Guerra, Agata Armanetti, che ha seguito da vicino la costruzione della linea difensiva. “Abbiamo depositato una dichiarazione che attesta che questa persona non ha mai avuto alcuna relazione con Nessy Guerra”, spiega. Un elemento centrale, soprattutto alla luce delle accuse che hanno portato alla condanna  di sei mesi in primo grado.

Ma non solo. “Nella stessa dichiarazione si evidenzia anche che il precedente consenso alla testimonianza era stato estorto tramite violenza psicologica”, aggiunge, sottolineando come il documento sia stato formalizzato con valore giurato e corredato da timbri notarili. Un passaggio che, nelle intenzioni della difesa, punta a smontare uno degli elementi chiave dell’accusa.

Le sensazioni: “Qualcosa si è mosso”. Nonostante il rinvio della decisione, le sensazioni emerse dopo l’udienza sono considerate moderatamente positive. “Mi sembra che sia andata abbastanza bene”, commenta l’avvocata, pur mantenendo prudenza. “Si tratta di una dichiarazione giurata, che smentisce i fatti e parla di pressioni subite: non dico nulla finché non vediamo la sentenza, ma questo elemento dovrebbe aiutarci molto”.

I prossimi passaggi. Ora l’attenzione si sposta al 28 aprile, data fissata per la decisione della Corte. Nel frattempo, resta da chiarire anche il fronte relativo all’affidamento: nei primi giorni di aprile è prevista una nuova udienza, ma, essendo collegata all’esito di questa sentenza, potrebbe slittare di qualche settimana, come già accaduto nei mesi scorsi.

Un’attesa carica di significato. Il rinvio della sentenza prolunga inevitabilmente i tempi, ma segna anche un passaggio in cui la difesa ritiene di aver rafforzato in modo significativo la propria posizione. Molto dipenderà ora dalla valutazione della Corte su quanto emerso in aula. Il 28 aprile rappresenterà un nuovo punto di svolta, con la possibilità di chiudere il capitolo dell’appello o, in caso contrario, aprire scenari ulteriori.

Andrea Musacchio

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