“Nel 2025, 18 episodi di autolesionismo nel carcere di Imperia e 66 a Sanremo; sventati 2 tentativi di suicidio nella struttura imperiese e 6 in quella di Valle Armea. Allarmanti anche i numeri delle aggressioni: 12 colluttazioni e 3 ferimenti a Imperia, contro 81 colluttazioni e 20 ferimenti a Sanremo. Sul fronte del sovraffollamento, al 28 febbraio scorso si contavano 61 detenuti a Imperia (a fronte di 53 posti) e 266 a Sanremo (circa 220 i posti regolamentari)”.
L’efficienza del sistema penitenziario passa in modo imprescindibile dalla tutela concreta e quotidiana delle donne e degli uomini in uniforme. È il messaggio forte lanciato dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) in occasione della Festa della Polizia Penitenziaria celebrata a Sanremo, con un richiamo deciso al ruolo centrale svolto dagli agenti nella tenuta della sicurezza e della legalità.
“I poliziotti penitenziari – sottolineano Vincenzo Tristaino, Ciriaco Pannese e Giuseppe Giangrande, segretari del SAPPE rispettivamente a livello regionale e provinciale – operano ogni giorno in contesti complessi, spesso in condizioni lontane dagli standard di dignità e sicurezza che dovrebbero essere garantiti. Non è un caso che le relazioni sindacali con la Direzione del carcere siano state interrotte: da anni denunciamo criticità senza risposte concrete”.
La decisione, spiegano, nasce “a seguito di comportamenti arbitrari e unilaterali da parte della Direzione e del comandante protempore dell’istituto penitenziario matuziano, dove si continua a compromettere la cattiva gestione del personale e il dialogo con i sindacati”.
Secondo il SAPPE le altre organizzazioni sindacali che hanno aderito alla protesta, infatti, “la Direzione ed il comandante protempore in missione hanno ignorato le reali esigenze operative dei reparti, effettuando arbitrariamente assegnazioni di incarichi di fatto non trasparenti, per una sola cerchia di unità di poliziotti molto vicini a direttore e comandante con ferie date arbitrariamente e quasi in modo autonomo fuori dalla programmazione prevista per tutto il personale avente diritto, e di alcune unità lasciate libere di stazionarie fuori dai propri uffici per intere giornate con l’avvallo del comandante protempore”.
Nel mirino del sindacato le condizioni delle mense di servizio, giudicate inadeguate sotto il profilo della qualità e della salubrità, e le strutture alloggiative del personale, che necessitano di interventi urgenti per garantire ambienti decorosi. Ma è soprattutto sul fronte della sicurezza operativa che il SAPPE richiama l’attenzione delle istituzioni.
“L’attività negli istituti penitenziari è ad alto rischio – evidenzia il sindacato – e ogni operatore deve poter contare su strumenti efficaci e aggiornati”. Da qui il sostegno all’introduzione di dispositivi come body-cam e spray al peperoncino anche nelle strutture di Sanremo e Imperia: “Non un eccesso, ma una garanzia di tutela per chi lavora quotidianamente nelle sezioni detentive. La sicurezza del personale è una condizione imprescindibile per un servizio efficiente e rispettoso dei principi costituzionali”.
A confermare il quadro, i dati relativi al 2025: 18 episodi di autolesionismo nel carcere di Imperia e 66 a Sanremo; sventati 2 tentativi di suicidio nella struttura imperiese e 6 in quella di Valle Armea. Allarmanti anche i numeri delle aggressioni: 12 colluttazioni e 3 ferimenti a Imperia, contro 81 colluttazioni e 20 ferimenti a Sanremo. Sul fronte del sovraffollamento, al 28 febbraio scorso si contavano 61 detenuti a Imperia (a fronte di 53 posti) e 266 a Sanremo (circa 220 i posti regolamentari).
Il SAPPE rilancia inoltre il tema del lavoro penitenziario come strumento di sicurezza e reinserimento sociale, sostenendo l’impiego dei detenuti in progetti di pubblica utilità sul territorio ligure. “Lavoro e legalità devono andare di pari passo – rimarca Donato Capece, segretario generale del SAPPE – ma i numeri restano insufficienti: su oltre 63 mila detenuti in Italia, solo 3 mila lavorano per imprese esterne; in Liguria appena 20 su circa 1.400”. Un dato che, secondo il sindacato, incide direttamente sulla recidiva, drasticamente più bassa tra chi svolge attività lavorativa.
Tra le proposte, il rafforzamento degli incentivi alle imprese previsti dalla normativa vigente e l’introduzione dell’obbligatorietà del lavoro per i detenuti, con una ripartizione delle retribuzioni tra mantenimento, sostegno alle vittime e supporto alle famiglie.
Infine, il SAPPE chiede il potenziamento dell’area penale esterna e la riapertura del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Genova, chiuso nel 2017: “Una scelta che ha penalizzato la Liguria, in particolare le carceri di Sanremo e Imperia spesso destinatarie della popolazione detenuta più riottosa e aggressiva ristretta in Piemonte, rendendola marginale nel sistema del Nord-Ovest”, concludono Tristaino, Pannese e Giangrande.
Un appello, quello del primo sindacato della Polizia Penitenziaria, che si traduce in una richiesta chiara: investire nella sicurezza e nella dignità degli agenti significa rafforzare l’intero sistema Paese.





