Non una contestazione, almeno per ora. Piuttosto una serie di interrogativi che stanno emergendo nelle ore successive al Corso Fiorito e che stanno spingendo diversi Comuni partecipanti a chiedere chiarimenti ufficiali sulle valutazioni della giuria. Dopo la proclamazione del podio – con Riva Ligure vincitrice davanti a Santo Stefano al Mare e Bordighera – tra alcuni dei protagonisti della manifestazione è iniziato un confronto, interno e condiviso, sulle modalità di giudizio adottate.
Dubbi sui criteri di valutazione. In queste ore, più amministrazioni stanno valutando la procedura di accesso agli atti per comprendere nel dettaglio i criteri utilizzati e i punteggi assegnati. Non si tratta di una reazione a caldo o di una presa di posizione polemica, ma piuttosto della volontà di analizzare nel merito il lavoro svolto, anche in vista delle prossime edizioni. Le domande, tra gli addetti ai lavori, sono molteplici e riguardano aspetti concreti della costruzione dei carri: dalla scelta dei colori all’equilibrio complessivo, dalla resa artistica alla valorizzazione del fiore, fino alla struttura e all’impatto scenico. Interrogativi alla base tecnici che nascono dall’esigenza di capire dove intervenire per migliorare.
Un confronto che parte dai protagonisti. La richiesta di chiarimenti si inserisce in un contesto particolare, quello di una manifestazione che negli anni ha visto crescere il livello qualitativo e l’impegno dei Comuni partecipanti. Dietro ogni carro, infatti, ci sono mesi di lavoro, volontari, risorse e un forte investimento anche in termini identitari. Proprio per questo motivo, la fase della valutazione assume un peso rilevante, non solo per la classifica finale ma anche per il percorso futuro delle singole realtà.
L’ipotesi: meno competizione, più promozione. Tra le riflessioni emerse in queste ore, c’è anche chi propone un cambio di impostazione: superare la logica della gara per puntare maggiormente sulla promozione del territorio. Un’idea che nasce dall’intenzione di evitare delusioni e incomprensioni, mantenendo al centro lo spirito della manifestazione, legato alla valorizzazione del fiore e delle comunità locali.
La posizione di Pompeiana. Tra i pochi Comuni che hanno espresso pubblicamente una posizione sul verdetto c’è Pompeiana, che ha affidato ai social un messaggio rivolto alla comunità, a firma del sindaco Lanteri: “Grazie di cuore per tutto. Credo che la scelta fatta dalla giuria non rispecchi fedelmente la realtà, non solo nel nostro caso, ma anche in altri. Tuttavia, come sempre, il verdetto va accettato, piaccia o no. Credo che noi possiamo comunque essere soddisfatti dell'ottimo lavoro fatto perché il carro è bello, a prescindere dal verdetto”. Nel messaggio emerge anche un elemento di orgoglio legato alla partecipazione (con una piccola vena polemica): “Paesi così piccoli che partecipino al Corso Fiorito non ce ne sono. Anche Comuni molto più grandi del nostro, come Camporosso e Vallecrosia, si sono addirittura uniti per riuscire a fare il carro (che, poi, francamente, non era un granché). Questo è un ulteriore motivo di soddisfazione”. Poi le scuse: “Come Sindaco, mi scuso per il giudizio espresso.Questa bella manifestazione coinvolge con passione e a volte un commento personale purtroppo sfugge al controllo. La finalità del post era quella di ringraziare i miei concittadini che hanno lavorato con il cuore mettendosi in gioco pur non essendo dei professionisti e non quello sminuire il lavoro degli altri gruppi”.
Uno scenario ancora in evoluzione. Al momento non si registrano prese di posizione ufficiali da parte della giuria o dell’organizzazione, mentre il confronto tra i Comuni resta aperto e destinato a svilupparsi nei prossimi giorni. Dopo la quattro giorni dedicata ai fiori, si è entrati in una fase di analisi che potrebbe portare a una riflessione più ampia sul futuro della manifestazione: dai criteri di valutazione fino al ruolo stesso della competizione all’interno del Corso Fiorito.