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Sanità | 30 marzo 2026, 18:40

Sanità ligure al bivio: a Sanremo il confronto pubblico tra riforme e futuro del sistema (Foto e video)

Stefania Russo sottolinea come con la nuova riforma abbia aumentato l'immobilismo, in particolare nel territorio della provincia di Imperia. In quanto il direttore di area non ha potere, dipendendo dalla regione, portando a suo dire a un accentramento in cui "non si muove foglia senza volontà di Bucci"

Si è svolto lunedì 30 marzo alle ore 17.30, presso la Sala Tabarin di Sanremo, l’incontro pubblico “Sanità al bivio: tra riforma nazionale e riforma regionale”, promosso dal gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Liguria e dalla Partito Democratico - Federazione di Imperia.

L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto aperto sulle criticità del sistema sanitario e sulle prospettive di sviluppo della sanità ligure, in una fase considerata decisiva tra riforme nazionali e scelte regionali destinate a incidere sulla vita dei cittadini.

Diversi ospiti presenti al convegno organizzato in città, tra cui il vicesindaco Fulvio Fellegara, l'assessore Lucia Artusi, consiglieri comunali Marco Cassini, Vittorio Toesca e Antonio Cavallero.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti del segretario provinciale del PD Pietro Mannoni, seguiti dall’introduzione di Stefania Russo, responsabile sanità della Federazione.

Il dibattito ha visto la partecipazione di figure di rilievo del panorama politico e sanitario: la professoressa Nerina Dirindin, già senatrice ed esperta di politiche sanitarie; Andrea Orlando, consigliere regionale PD ed ex ministro della Repubblica; Gian Antonio Girelli, componente della Commissione Affari Sociali della Camera; Enrico Ioculano, consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Sanità.

Nel corso dell’incontro è emersa la necessità di mettere al centro equità, efficienza e prossimità ai bisogni dei cittadini. Il confronto pubblico ha offerto spunti e proposte per individuare strategie utili al futuro del sistema sanitario regionale.

"La riforma sanitaria all'interno della Liguria - esordisce Mannoni - che avrebbe dovuto come dicevano risolvere i problemi noi abbiamo visto e vediamo un acuirsi dei problemi. Noi ci siamo chiesti che effetto ha tutto ciò sui cittadini della nostra regione. Ci sono non poche difficoltà che avevamo detto non sarebbero state risolte e stasera ci siamo riuniti a questo tavolo per parlare di questo".

Stefania Russo sottolinea come con la nuova riforma abbia aumentato l'immobilismo, in particolare nel territorio della provincia di Imperia. In quanto il direttore di area non ha potere, dipendendo dalla regione, portando a suo dire a un accentramento in cui "non si muove foglia senza volontà di Bucci".

Russo evidenzia poi i problemi strutturali del territorio, a partire da quelli della carenza di personale e quelli dell'età media della popolazione, la più alta in regione: "Quello che teniamo è che si depauperi ancora di più il nostro sistema sanitario. Non si possono spostare gli infermieri dai reparti per metterli nelle case di cura. Questa cosa non è più tollerabile, stiamo andando lentamente all'esaurimento delle nostre forze e delle nostre risorse".

A prendere la parola è quindi proprio Ioculano, che critica con fermezza la legge regionale: "Vediamo uscire articoli dove si evidenzia che ci sono miglioramenti nei tempi delle liste di attesa, estrapolati da quei pochi dati utili a disposizione. Mi pare ci siano invece diverse difficoltà così come per le case di cura. Il problema principale è far funzionare un sistema che vede un forte accentramento su Genova. Noi oggi cerchiamo di fare un quadro: riteniamo che la sanità debba rimanere pubblica ma funzionare. Diciamo che la Regione ha il vizio di dire che va tutto bene e risolveranno tutto, poi però i problemi sulle strutture del territorio, pensiamo a Bordighera e Sanremo, non si sa come verranno risolti".

La professoressa Dirindin traccia invece un quadro della situazione generale del SSN: "La situazione è preoccupante. I dati dicono che quasi il 10% delle persone rinuncia alle cure e non ci siamo mai arrivati. Non parliamo poi della situazione del personale e da parte del governo non vediamo risposte in tal senso".

Elia Folco

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