Un porto ripensato, aggiornato e più ambizioso. Non solo nelle dimensioni economiche, ma soprattutto nella qualità e nella funzione urbana. A spiegarlo è l’architetto Marcofilippo Alborno, progettista della nuova proposta per il porto turistico di Ospedaletti, che entra nel dettaglio delle modifiche rispetto al progetto precedente e della visione complessiva dell’intervento.

Un progetto profondamente rivisto. “Rispetto alla versione precedente, che prevedeva una compagine francese ed era stata presentata alcuni anni fa, il progetto è stato modificato in alcuni aspetti essenziali”. Alborno parte da qui, sottolineando come il lavoro sia stato ricalibrato anche grazie al coinvolgimento di partner specializzati nella costruzione e gestione di infrastrutture portuali: “Dopo un’attenta analisi, avendo oggi partner esperti sia nella realizzazione che nella gestione dei porti, abbiamo completamente rivisto il cantiere navale, la torre servizi e anche il piano dei posti barca e dei pontili, adeguandoli alle esigenze del mercato attuale”.

Il porto e la città: un unico sistema. Il cuore del progetto resta l’integrazione con il territorio. Un porto non chiuso, ma pensato come parte della città: “Nel progetto ci sarà spazio per un’unica struttura alberghiera, articolata in due sezioni, una dedicata agli sportivi e una al lusso, insieme a un parco urbano di circa un ettaro. Il porto non sarà segregato, ma aperto e vissuto come parte integrante della città”. La distribuzione degli spazi è pensata per creare un sistema urbano articolato: “Gli edifici ospiteranno al primo livello appartamenti serviti, mentre al piano terra saranno presenti negozi ed esercizi commerciali. Lo sviluppo architettonico darà vita a quattro piazzette, ognuna con una propria identità, sia nella configurazione fisica sia nella destinazione commerciale, tra ristorazione, nautica e boutique”.

Nuovi servizi e collegamenti via mare. Tra le novità più rilevanti anche la previsione di un collegamento marittimo passeggeri: “Abbiamo immaginato un approdo per una nave commerciale da circa 40 posti. Esiste un interesse, che andrà verificato, da parte di compagnie di navigazione per creare uno shuttle tra Imperia e Nizza, e Ospedaletti potrebbe diventare un punto di riferimento per questi collegamenti”. Un’ipotesi che, se concretizzata, potrebbe incidere anche sulla mobilità del territorio: “Si tratta di un servizio che, come già accade in altre realtà come Napoli, può contribuire a ridurre la pressione sul traffico stradale”.

Perché il progetto vale 147 milioni. Uno dei punti più discussi riguarda l’aumento dei costi, saliti a circa 147 milioni di euro. Alborno ne spiega le ragioni: “L’incremento è dovuto in parte alle modifiche progettuali e in parte alla scelta di innalzare significativamente la qualità del prodotto, sia nei materiali sia negli impianti”. Una scelta legata anche alla durata della concessione: “Parliamo di una concessione demaniale molto lunga, intorno agli 80 anni. Questo significa che il porto deve mantenere nel tempo standard elevati. Un’infrastruttura di questo tipo deve essere efficiente anche dopo decenni, ed è un vantaggio anche per il pubblico”.

Energia e sostenibilità. Grande attenzione è stata riservata anche agli aspetti energetici: “Abbiamo studiato nel dettaglio un sistema di produzione energetica basato su pannelli fotovoltaici, perché i porti sono strutture ad alto consumo. A questo si aggiungono soluzioni come pale eoliche verticali sulla diga”. L’approccio, spiega il progettista, nasce anche dall’esperienza maturata in altri contesti: “Abbiamo applicato soluzioni già sperimentate in progetti importanti, con l’obiettivo di offrire servizi di alta qualità sia agli utenti stanziali sia a quelli di passaggio”.
Accessibilità e spazi pubblici. Il progetto prevede anche una riorganizzazione complessiva dell’area: “Verso il centro cittadino sarà riorganizzata la darsena, con la creazione di una nuova spiaggia libera e il recupero dei volumi esistenti. Il porto sarà accessibile sia dalla parte alta sia da quella bassa, senza barriere”. Un’impostazione che punta a rendere l’infrastruttura fruibile: “Non ci sarà mai una separazione tra porto e città. Sarà uno spazio aperto, a disposizione della comunità”.
Dalle modifiche tecniche alla visione urbana, passando per sostenibilità ed economia, il progetto del porto di Ospedaletti si presenta così in una veste rinnovata. Una proposta che punta a ridefinire il rapporto tra infrastruttura e città, e che ora dovrà confrontarsi con le prossime fasi dell’iter amministrativo e con il dibattito politico ancora in corso.





