Il futuro del porto turistico di Baia Verde accende il Consiglio comunale di Ospedaletti, trasformando la seduta in un confronto politico intenso e articolato. In aula è stata presentata la nuova proposta progettuale da oltre 147 milioni di euro (votata a favore dalla maggioranza, ma con l'astensione di Ospedaletti Insieme e il voto contrario di Ospedaletti Rinasce), illustrata dal progettista Marcofilippo Alborno, mentre maggioranza e opposizione si sono confrontate su opportunità, rischi e sostenibilità dell’intervento. Un passaggio cruciale per una delle opere più attese e discusse degli ultimi anni, destinata a incidere profondamente sul volto della città.
Il progetto: un porto aperto alla città. A delineare i contenuti è stato il progettista Marcofilippo Alborno, che ha illustrato un’idea di porto integrato e accessibile, pensato per dialogare con il tessuto urbano: “Nel progetto è prevista un’unica struttura alberghiera, articolata in due parti: una dedicata agli sportivi e una al segmento di lusso. Sarà realizzato anche un parco urbano di circa un ettaro, con parcheggi coperti e collegamenti alla pista ciclopedonale attraverso rampe di accesso. Il porto non sarà chiuso o separato, ma aperto e integrato con la città”.
Il disegno complessivo punta a creare spazi vissuti e multifunzionali: “Gli edifici ospiteranno al primo livello appartamenti serviti, mentre al piano terra troveranno spazio negozi ed esercizi commerciali. L’organizzazione urbanistica darà vita a quattro piazzette, ciascuna con una propria identità, sia dal punto di vista architettonico sia commerciale, con funzioni legate alla ristorazione, ai servizi nautici e al commercio”.
Tra gli elementi previsti anche nuovi servizi e collegamenti: “È previsto un centro servizi con distributore di carburante e un approdo per il trasporto passeggeri. Esiste un interesse, da verificare concretamente, per collegamenti marittimi tra Imperia e Nizza, con Ospedaletti come possibile punto di scalo”.
Sul fronte ambientale ed energetico, il progetto integra soluzioni dedicate: “Gli stabilimenti balneari saranno coperti da pannelli fotovoltaici e sulla diga verranno installate pale eoliche verticali. Grande attenzione è stata dedicata anche alla vegetazione e all’illuminazione, in modo coerente con l’organizzazione degli spazi”.
La linea della maggioranza. A sostenere con forza il progetto è stato il sindaco Daniele Cimiotti, che ha rivendicato il percorso intrapreso dall’amministrazione: “Per noi questo rappresenta il progetto centrale, su cui lavoriamo fin dal nostro insediamento nel 2019. Quello che portiamo oggi in aula è il risultato di un lavoro avviato già nel primo mandato”.
Il primo cittadino ha sottolineato l’impatto positivo dell’intervento: “Si tratta di un progetto importante, che consentirà di realizzare oltre un ettaro di verde pubblico a parco urbano”.
E ha evidenziato la complessità del percorso amministrativo: “L’iter è stato lungo e impegnativo. Va riconosciuto il lavoro dei tecnici, del segretario comunale e dei legali che hanno seguito tutte le fasi, anche sul piano contenzioso”.
Sul piano economico, Cimiotti ha difeso l’impostazione dell’operazione: “È una tipica operazione imprenditoriale: chi investe si assume il rischio, come avviene quando si costruisce per vendere. Chi ha sviluppato questo progetto lo ha fatto sulla base di analisi di mercato e con competenze già consolidate”.
E ha aggiunto: “Non si tratta di soggetti improvvisati, ma di operatori che hanno già realizzato interventi analoghi. Dal nostro punto di vista, non ci sono elementi tali da mettere in discussione la fattibilità dell’opera”.
Le critiche dell’opposizione. Di segno opposto l’intervento di Giorgio Boeri, che ha annunciato voto contrario, mettendo in discussione l’impianto complessivo del progetto:
“Questa proposta viene presentata come nuova, ma di fatto riapre un percorso partendo da zero, mentre in passato ci era stato detto che non sarebbe stato possibile”.
Boeri ha sollevato dubbi sull’impatto ambientale e sull’utilità dell’opera: “Non ritengo necessario un ulteriore porto in un contesto già servito da infrastrutture come Sanremo e Imperia”.
Tra le criticità evidenziate anche il tema della gestione: “L’aspetto privatistico dell’intervento pone interrogativi sulla possibilità di controllo e sui reali benefici per il territorio”.
E sul piano economico: “Resta poco chiaro come un’opera di queste dimensioni, pari a 147 milioni di euro, possa garantire una redditività così contenuta. È necessario approfondire e vigilare su tutti gli aspetti”.
I dubbi sul piano economico-finanziario. Più articolata e tecnica la posizione di Valentina Lugarà, che ha espresso apertura al confronto ma anche forti perplessità: “Noi siamo disponibili a un dialogo costruttivo e riconosciamo il lavoro svolto, ma è necessario approfondire alcuni aspetti fondamentali”.
Il nodo principale riguarda la sostenibilità economica: “Negli anni si è passati da un progetto tra i 60 e i 90 milioni a uno da 147 milioni, con una concessione che arriva a 85 anni. È un elemento che merita attenzione”.
Lugarà ha evidenziato criticità nella struttura finanziaria: “Una parte rilevante dell’operazione si basa su previsioni di mercato legate alla vendita o locazione degli spazi. Occorre chiedersi cosa accadrebbe se queste condizioni non si realizzassero”.
E ha aggiunto: “Formalmente il rischio è a carico del privato, ma le eventuali conseguenze potrebbero ricadere sulla comunità. È una fragilità che deve essere valutata con attenzione”.
Nel confronto con la maggioranza ha ribadito: “Il piano economico-finanziario si fonda su una scommessa di mercato, ed è su questo che dobbiamo interrogarci”.
Un progetto che divide. La seduta ha restituito un quadro chiaro: da una parte la volontà della maggioranza di portare avanti un progetto ritenuto strategico per lo sviluppo della città, dall’altra le perplessità dell’opposizione su impatti, sostenibilità e ricadute. Il porto di Baia Verde resta così al centro del dibattito politico di Ospedaletti, tra ambizioni di rilancio e interrogativi ancora aperti.






















