È morto a 91 anni Gino Paoli, uno dei più grandi cantautori della musica italiana, autore di capolavori come Il cielo in una stanza, Sapore di sale, La gatta e Senza fine. La notizia della scomparsa, avvenuta il 24 marzo 2026, è stata confermata dalla famiglia, che ha fatto sapere che l’artista “si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari”.
Paoli è stato una figura centrale della canzone d’autore, capace di attraversare oltre sei decenni di musica con uno stile unico, poetico e inconfondibile. Genovese d’adozione, è considerato uno dei pilastri della cosiddetta “scuola genovese”, insieme a Tenco, De André, Bindi e Lauzi.
Gino Paoli ha partecipato a cinque edizioni del Festival di Sanremo, portando sul palco dell’Ariston alcune delle sue interpretazioni più note e contribuendo a definire la storia della manifestazione. Il suo rapporto con Sanremo non si è limitato al Festival: Paoli è stato più volte ospite e protagonista di eventi collaterali, riconosciuto come una delle voci più autorevoli della musica italiana. Paoli è stato anche una figura di riferimento per il Premio Tenco, la rassegna dedicata alla canzone d’autore che porta il nome dell’amico Luigi Tenco. Nel corso degli anni ha partecipato a diverse edizioni, diventando un punto di riferimento per artisti e pubblico.
Cantautore, musicista e — per un breve periodo — anche parlamentare, Paoli ha lasciato un segno profondo nella cultura italiana. Con oltre 30 album in studio e una carriera iniziata alla fine degli anni ’50, ha saputo rinnovarsi senza mai perdere autenticità. La sua voce, le sue melodie e la sua scrittura resteranno parte indelebile del patrimonio musicale del Paese.





