Politica - 23 marzo 2026, 18:33

Referendum giustizia, Imperia unica in Liguria per il “Sì”: ma il “No” vince, i commenti di sindaci e politici ponentini

Dati contrastanti tra territorio e quadro nazionale; sindaci, magistrati e politici commentano tra delusione e soddisfazione

Referendum giustizia, Imperia unica in Liguria per il “Sì”: ma il “No” vince, i commenti di sindaci e politici ponentini

La provincia di Imperia si distingue nel panorama ligure come unica realtà in cui ha prevalso il “Sì” al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Un dato in controtendenza rispetto sia al risultato nazionale, dove il “No” si è imposto con circa il 54%, sia a quello regionale, con la Liguria che registra una vittoria ancora più ampia del “No” al 57,03% contro il 42,97% del “Sì”. Nel dettaglio, l’imperiese ha visto il “Sì” raggiungere il 52,76%, superando il “No” fermo al 47,24%. Un risultato che ha acceso il dibattito politico e istituzionale, accompagnato da numerosi commenti da parte di amministratori locali e rappresentanti dei due schieramenti.

Il presidente della Regione, Marco Bucci, ha così commentato: “Prendiamo atto con rispetto del voto espresso dagli italiani nel referendum sulla riforma della giustizia. La scelta dei cittadini va sempre ascoltata e rispettata. Ancor più adesso che si è espressa una larga parte degli elettori con un ritrovato slancio verso la partecipazione al voto”.

A Taggia, il sindaco Mario Conio ha sottolineato soprattutto il valore della partecipazione: “L’elemento che conta è stata la grande partecipazione popolare. Con rammarico mi permetto di sottolineare che la campagna referendaria, violenta e troppo politicizzata, ha distolto e distorto i temi referendari, quindi non si è fatto un buon servizio. Quando i cittadini votano ed esprimono giudizi, va sempre bene. A Taggia ha vinto il Sì, ne prendo atto, ma il dato che va registrato è l’importante partecipazione dei cittadini: ogni risultato, quando suffragato dal voto, va accettato e fatto proprio.”

Dal fronte del “No”, il consigliere di opposizione a Taggia Gabriele Cascino ha evidenziato i rischi istituzionali della riforma: “I cittadini italiani hanno compreso come la modifica di un potere delle Stato, quello giudiziario, senza consequenziale re-equilibrio con quello legislativo ed esecutivo avrebbe compromesso gravemente la divisione dei poteri su cui si basa la nostra democrazia. Un prova di forza del Governo e della sua maggioranza persa senza appello, che forse anziché dedicarsi al sistema elettorale dei Giudici che sono sottoposti alle Legge, avrebbero e dovrebbero dedicarsi al sistema con cui vengono "eletti", anzi nominati, i rappresentanti del popolo italiano nel Parlamento nazionale. Unico organo che rappresenta la sovranità del Popolo”.

Giorgio Giuffra, sindaco di Riva Ligure: "C’è una cosa che, al di là della vittoria inequivocabile del “no” a livello nazionale, dobbiamo dirci con grande chiarezza: l’Italia è viva. È viva davvero. Perché quando sono in gioco principi fondamentali, non conta solo il risultato finale. Conta la partecipazione. Conta la passione civile. Conta la voglia di non restare indifferenti. Questo è il messaggio più importante che esce da questa fase: il fatto che nessuno sia rimasto fermo, che tutti non abbiano avuto la stessa idea, ma tutti abbiano avuto la stessa attenzione".

Il sindaco di Ospedaletti, Daniele Cimiotti, ha espresso rammarico per l’esito complessivo: “Penso che si sia persa un’occasione: la campagna messa in atto dal comitato del No ha portato le persone a pensare che votando No si eliminasse il controllo politico sulla magistratura, quando in realtà sarebbe bastato il voto del Sì per farlo. Se è stato un voto politico? Sì, sicuramente c’è stata una forte componente politica in questo risultato.”

Di tutt’altro avviso Maria Spinosi, del Comitato del No a Ventimiglia, che rivendica il significato politico del risultato: “Ha vinto il No, e questo significa una cosa molto chiara: i cittadini hanno detto no allo stravolgimento della Costituzione e hanno difeso un principio fondamentale, quello democratico ed elettivo. A livello locale il dato è altrettanto significativo. A Imperia, storicamente un territorio politico ben definito, si registra una battuta d’arresto del Sì che non può essere sottovalutata. A Ventimiglia, dove negli ultimi giorni si è assistito a una mobilitazione molto intensa di tutti i politici di centro destra a favore del Sì, il No ha retto bene, segno che esiste una parte di cittadinanza consapevole e attenta. E soprattutto c’è un dato politico importante: si stanno muovendo energie nuove. I giovani devono tornare alla politica, e questo risultato dimostra che c’è spazio per una partecipazione più consapevole e più libera. E in generale sul territorio di Imperia il segnale è stato molto forte.”

Guarda il bicchiere mezzo pieno invece il primo cittadino intemelio Flavio Di Muro: "Innanzitutto dico che bisogna sempre rispettare la sovranità popolare, gli italiani si sono espressi e credo che il governo ne terrà conto. L'affluenza purtroppo resta scarsa e questo è un dato negativo, però è sicuramente dignitosa per un referendum, visto che siamo abituati a percentuali di affluenza anche più basse. Per quanto riguarda Ventimiglia dico che mi aspettavo la vittoria del sì, ci sono stati diversi dibattiti in città, per discutere entrambe le opzioni di voto, e alla fine ha vinto il sì, e se non sbaglio nel caso specifico credo si tratti della vittoria più larga del sì tra i Comuni liguri di grandi dimensioni. Anche di questa cosa prendiamo atto". 

Nel capoluogo, il procuratore capo Alberto Lari ha commentato con prudenza ma chiarezza: “Aspettiamo, aspettiamo l’esito finale...”, per poi aggiungere: “Sono state elezioni con una grande partecipazione collettiva che danno grande forza al risultato”. Lari, sostenitore del “No”, ha ribadito: “Ho fatto quello in cui credevo e che ho sempre sostenuto”, escludendo tensioni future: “Ovviamente, se lei pensa a quello, non ci saranno vendette”. Ha poi sottolineato la necessità di riforme diverse: “Rimango dell’idea, e non mi sto rimangiando le parole, che una riforma della giustizia va fatta, ma non a livello costituzionale: servono maggiori risorse, più snellezza ed efficienza, ma non interventi sulla Costituzione”, concludendo: “Non mi aspettavo un margine così ampio per il No”.

Molto sintetico il commento del sindaco di Imperia e presidente della Provincia Claudio Scajola: “I cittadini si sono espressi. Una scelta netta. Un'occasione persa per l'Italia. Ne prendo atto”. Parole che riflettono la delusione del fronte favorevole al “Sì”, particolarmente significativa nel contesto locale.

Il senatore Gianni Berrino ha invece letto il risultato in chiave territoriale e politica: “Ancora una volta la provincia d'Imperia si distingue come roccaforte del voto politicizzando il referendum sul centro-destra, ma visto che il referendum non era politico gli elettori della provincia d'Imperia hanno dato un segnale importante, discostandosi dai dati di tutto il resto delle altre tre province ligure. Poi, se devo fare un discorso politico, sono molto felice dei successi in città grandi come Sanremo e Ventimiglia, dove probabilmente il voto è stato meno condizionato. Ringrazio chi, nella nostra provincia, si è adoperato per la campagna a favore del Si”.

Ha scelto invece di non entrare nel merito il sindaco di Sanremo Alessandro Mager: “Ho sempre pensato che si trattasse di un referendum tecnico e non politico, quindi preferisco non commentare il risultato”.

Il quadro che emerge è quello di un territorio vivace e politicamente diviso, dove il dato locale si intreccia con dinamiche nazionali, lasciando aperte riflessioni sugli equilibri futuri e sul rapporto tra cittadini, istituzioni e riforme costituzionali.

Redazione

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