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Politica | 12 marzo 2026, 19:15

Scontro Secolo XIX-Bucci, il direttore Brambilla al Casinò di Sanremo: “Andiamo davanti a un magistrato” (Video)

Ai Martedì Letterari il direttore del quotidiano genovese sfida il governatore ligure: “Pubblicate tutte le conversazioni”. E sull’intelligenza artificiale: “Non sostituirà mai il cronista”

Scontro Secolo XIX-Bucci, il direttore Brambilla al Casinò di Sanremo: “Andiamo davanti a un magistrato” (Video)

Il futuro del giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale e lo scontro politico-mediatico che sta scuotendo la Liguria. Sono stati questi i due temi che hanno animato l’intervento di Michele Brambilla, direttore de Il Secolo XIX, intervenuto al Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo durante l’incontro dei Martedì Letterari dedicato a “Informazione e società ai tempi dell’Intelligenza Artificiale”.

Un dibattito nato attorno alla presentazione del libro “L’algoritmo dell’uguaglianza” del professor Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano, che ha visto la partecipazione anche del presidente della Provincia di Imperia Claudio Scajola.

“L’intelligenza artificiale nei giornali? Ancora pochissimo”. Interpellato sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’informazione, Brambilla ha spiegato come oggi il suo utilizzo nelle redazioni sia ancora limitato, ma destinato a crescere nei prossimi anni.

“Adesso pochissimo – ha detto –. Credo che entrerà nei giornali in modo massiccio, ma non come si pensa”. Secondo il direttore del quotidiano genovese, la tecnologia potrà affiancare il lavoro giornalistico ma non sostituirlo. Il punto centrale resta infatti la presenza sul campo del cronista.

“Non potrà mai sostituire il cronista che va a vedere una cosa e la racconta a chi non c’è. Può scrivere dei testi, può fare delle pagine, ma non può sostituire l’elemento umano”. Un passaggio che si collega anche alle nuove indicazioni deontologiche del giornalismo italiano, dove viene ribadito che l’intelligenza artificiale non può rimpiazzare la responsabilità professionale del giornalista.

Lo scontro con il governatore Bucci. Ma il dibattito sul futuro dell’informazione si è intrecciato inevitabilmente con l’attualità più bruciante. Il direttore del Secolo XIX è infatti al centro di un duro confronto con il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, esploso dopo le rivelazioni pubblicate dal quotidiano genovese su presunte pressioni esercitate nei confronti del giornale.

A margine dell’incontro sanremese, Brambilla ha rilanciato la sfida al governatore. “Lo autorizzo a pubblicare tutte le conversazioni, ma tutte. Anche quelle tra me e il mio editore”. Il direttore ha quindi invitato Bucci a portare la vicenda davanti a un’autorità terza per chiarire definitivamente la questione.

“Visto che lui continua a negare di avere mandato al mio editore un foglio intitolato ‘Risposta del Governatore Bucci’, dove si fa la scaletta dei pezzi che il Secolo dovrebbe pubblicare per la campagna elettorale, l’ho invitato a venire con me davanti a un magistrato. Così si potrà fare una perizia sulla chat e stabilire da chi è arrivato quel documento”.

“Pressioni sì, ma mai a questo livello”. Nel suo intervento Brambilla ha anche sottolineato la gravità della situazione, parlando di un episodio senza precedenti nella sua lunga carriera giornalistica.

“Pressioni sì, ma a questo livello io non le ho mai viste. Ho 67 anni, faccio questo mestiere da mezzo secolo, ho diretto cinque quotidiani. Una cosa così non l’ho mai vista”.

Il direttore ha poi collegato la vicenda a un contesto più ampio, legato al rapporto tra politica, informazione e libertà di stampa. “Negli ultimi anni è calata l’attenzione verso la democrazia, la libertà di stampa e i diritti costituzionali. Purtroppo anche la gente ha smesso di crederci più di tanto, e qualcuno ne approfitta”.

Il dibattito sull’informazione nell’era degli algoritmi. L’incontro sanremese era dedicato proprio al rapporto tra informazione e trasformazione digitale. Nel libro “L’algoritmo dell’uguaglianza”, Razzante affronta il tema dell’intelligenza artificiale come uno dei passaggi più delicati della società contemporanea.

Secondo l’autore, il dibattito sull’IA rischia spesso di dividersi tra posizioni opposte – tra chi la considera una minaccia e chi una soluzione universale – senza affrontare il nodo centrale: come governare l’innovazione tecnologica mettendo al centro i diritti e la dignità delle persone.

Un confronto che, a Sanremo, si è intrecciato inevitabilmente con il tema della libertà di informazione e con una vicenda che, nelle ultime ore, ha assunto una dimensione sempre più politica e istituzionale.

Andrea Musacchio

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