Ventimiglia presenta il volume “Le donne e l’archeologia in Liguria tra ‘800 e ‘900”, edito a Genova lo scorso anno. L'evento, organizzato dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri in collaborazione con il comune di Ventimiglia, la Direzione Regionale Musei Nazionali della Liguria e il MAR, si è svolto ieri pomeriggio al Forte dell'Annunziata in occasione della Festa internazionale della donna.
Per l'occasione sono intervenuti l’assessore alla Cultura Serena Calcopietro, la consigliera alla Parità Laura Amoretti, la coordinatrice del progetto Giuseppina Schmid, Daniela Gandolfi (MAR/IISL), Antonella Traverso (Direttrice Area Archeologica Balzi Rossi e Albintimilium), Andrea De Pascale (Servizi Educativi Musei Civici di Genova) e Anna Maria Pastorino, archeologa ligure trasferita a Dusseldorf. L’incontro, a ingresso libero, è stato moderato dalla dottoressa Sara Chierici della Direzione Regionale Musei Nazionali della Liguria.
Il volume parla di Sibylle Mertens Schaafhausen, Cora Kennedy Sada, Grace M. Crowfoot, Luisa Banti, Olga Elia, Virginia “Ginetta” Chiappella, Emilia “Milly” Leale Anfossi, Elena Lidia Laguzzi, tra loro diverse per formazione, estrazione sociale e nazionalità ma tutte accomunate da due tratti distintivi: la passione inesauribile per l’oggetto dei loro studi (l’archeologia ma non solo) e la determinazione nell’affrontare le sfide della ricerca e gli ostacoli che il loro essere donne poneva in una società spesso ancora non capace di riconoscere il loro talento. Sono state vere pioniere, inserite a pieno titolo nello spirito della loro epoca e portatrici dei valori e delle istanze che via via emergevano nel dibattito culturale e scientifico, dando contributi spesso essenziali, anche se non sempre adeguatamente valorizzati, nel loro settore di attività. Tutte hanno amato la Liguria, terra natale per alcune, terra d’elezione per altre, scelta quale campo di azione dei loro studi e delle loro ricerche: queste pagine raccontano la loro storia.











