Il Festival di Sanremo ha vissuto momenti difficili per chi ha vissuto la vicenda legata alla manifestazione di interesse e il successivo affidamento del Comune alla Rai. Comprese quelle ‘avance’ (vere o false) che sono arrivate da diverse città di tutta Italia, per accaparrarsi una manifestazione che cresce di anno in anno. L’edizione 2026 ha confermato una cosa: avere il Festival a Sanremo è un affare su tanti fronti. Quello prettamente economico per alberghi, affittacamere e case vacanza ma anche per bar, ristoranti e per chiunque propone cibi e bevande. Ma lo è per tutta la città che, a livello di ‘brand’, ne guadagna anno dopo anno.
Anche nell’ultima settimana festivaliera si è dimostrato come l’interesse di tutta Italia, ma anche dal resto del mondo, sia focalizzato sulla Città dei Fiori. Radio, televisioni e media in genere si sentono ‘costretti’ ad essere a Sanremo. Alberghi, negozi del centro e location in genere costano migliaia di euro e gli editori si battono per avere le migliori. Il centro città è ormai totalmente appannaggio degli eventi Rai: il glass di via Mameli, piazza Borea D’Olmo e l’Ovs senza contare ovviamente l’Ariston sono off limits per chiunque come è anche giusto vista l’esclusiva dell’ente di Stato. E, quindi, tutti si ‘tuffano’ un po’ ovunque per cercare spazi utili per registrare, trasmettere in radio o tv ma, soprattutto, per creare eventi e accogliere ospiti e sponsor.
Ci sono le diverse location che raggruppano tutto ciò, come Villa Nobel per le radio Mediaset, il ‘Villaggio’ a Villa Ormond, quello delle radio sotto il Casinò, le radio del gruppo Rai Pubblicità (Kiss Kiss e Radio Italia), Rds in piazza Muccioli ma anche Mondadori che ha creato una installazione da sogno sulla piscina del Royal. “Tutto quanto fa spettacolo” recitava un sottotitolo della nota trasmissione ‘Odeon’ di Renzo Arbore e lo spettacolo in giro per la città non è mancato. Le serate nei locali si sono come sempre presentate affollatissime. Quest’anno è anche arrivata la ‘moda’ delle location che vendono cibo da asporto e questo non è andato particolarmente giù alle aziende che operano in città tutto l’anno.
Se, negli ultimi anni, grazie alla massiccia presenza di operatori del settore e turisti aveva fatto passare la somministrazione di cibi e bevande nelle diverse location di brand e media, quella dei locali su strada affittati a chi viene da fuori non è piaciuta. Per non parlare di spettacolini, palchi e karaoke improvvisati che, forse, hanno fatto un po’ scadere la qualità. Serve sicuramente qualche aggiustamento, forse puntare un po’ di più sulla qualità e lavorare ancora di più sulla viabilità per garantire una settimana da favola che vale per tutto l’anno a Sanremo. Il 2026 ha fatto segnare l’avvio del test di trasporto sulla ciclabile. Un piccolo costo sostenuto dal Comune (nell’ambito della convenzione) che però ha reso molto agli spostamenti nel centro, sempre difficili ma sicuramente meno catastrofici degli anni scorsi.
Anche gli spostamenti dei pedoni in centro sono decisamente migliorati, in virtù dell’eliminazione dei ‘varchi’ in via Palazzo e le code per l’ingresso nella zona rossa sono talmente diminuite da far pensare ad un minore afflusso di gente, poi smentito dai dati elaborati da Tim, che hanno visto circa 15mila persone in più di media al giorno, con gli ovvi ‘picchi’ di venerdì e sabato. Una settimana da tenere ‘cara’ a Sanremo che dovrà lavorare con grande attenzione nei prossimi anni con la Rai per mantenere quanto di buono fatto fino e fare tesoro di questo appuntamento che tutta Italia invidia alla Città dei Fiori.





