Attualità - 06 marzo 2026, 07:05

Sanremo: riforma della giustizia e separazione delle carriere, incontro pubblico al Marinella per il no (Foto e video)

L’appuntamento è stato introdotto e moderato dall’avvocato Roberto Rum e ha visto gli interventi della magistrata Francesca Dentis, della Procura di Imperia, e dell’avvocato Andrea Frascarelli del foro di Savona

Si è svolto nel pomeriggio di giovedì 5 marzo, alle 17.30, presso il ristorante Hotel Marinella di corso Orazio Raimondo, l’incontro pubblico dal titolo “Perché è giusto dire no”, dedicato ai temi della riforma della giustizia e ai suoi possibili effetti sull’ordinamento giudiziario. L’appuntamento, aperto alla cittadinanza, è stato introdotto e moderato dall’avvocato Roberto Rum e ha visto gli interventi della magistrata Francesca Dentis, della Procura di Imperia, e dell’avvocato Andrea Frascarelli del foro di Savona.

Al centro dell’iniziativa un momento di sensibilizzazione sui rischi, secondo i relatori, derivanti dalla riforma Nordio e sull’importanza di preservare l’indipendenza della magistratura. Nel suo intervento introduttivo, Roberto Rum ha evidenziato come il provvedimento non rappresenti, a suo avviso, una vera riforma della giustizia. "Questa non è una riforma della giustizia – ha affermato – perché non interviene sui problemi dei tempi dei processi né sulle complicazioni che caratterizzano il sistema. Si tratta piuttosto di una riforma dell’ordinamento giudiziario, che incide sulla magistratura ma non risolve le criticità della giustizia".

La magistrata Francesca Dentis ha invece approfondito il tema della separazione delle carriere, uno dei punti più discussi del dibattito pubblico. "È un argomento che non dovrebbe essere presentato come una novità – ha spiegato – perché la separazione delle funzioni esiste già". Dentis ha ricordato come all’interno della magistratura si distinguano già i ruoli tra giudici e pubblici ministeri: i primi decidono le controversie civili e penali, mentre i secondi coordinano le indagini e lavorano per accertare la verità dei fatti.

"Un magistrato non può passare liberamente dal ruolo di giudice a quello di pubblico ministero o viceversa – ha aggiunto – ma può farlo una sola volta nella carriera e cambiando distretto. I dati dimostrano che questo avviene in appena lo 0,3% dei casi". Secondo Dentis, quando si parla di separazione delle carriere si fa in realtà riferimento a una separazione della magistratura stessa. "L’obiettivo – ha sostenuto – sarebbe quello di modificare l’attuale struttura del Consiglio superiore della magistratura, con una duplicazione degli organi e la creazione di una corte disciplinare". La magistrata ha inoltre sottolineato che il principio del giusto processo è già garantito dall’articolo 111 della Costituzione. "Non è vero che la separazione delle carriere sia necessaria per realizzarlo – ha dichiarato – perché questo principio è già previsto nel nostro ordinamento".

Sulla stessa linea l’intervento dell’avvocato Andrea Frascarelli, che ha posto l’accento sul legame tra imparzialità del giudice e indipendenza della magistratura. "L’imparzialità del giudice dipende dall’indipendenza di cui dispone – ha spiegato – e quando questa viene meno si apre la porta a possibili interferenze". Frascarelli ha ricordato come il pubblico ministero svolga un ruolo fondamentale nella giurisdizione italiana. "Il pm rappresenta l’interesse pubblico e non è l’avvocato dell’accusa, come nei sistemi di Common law. Il suo compito è cercare la giustizia, portando all’attenzione del processo tutti gli elementi, sia a favore sia contro l’imputato".

Secondo l’avvocato, la separazione delle carriere è già sostanzialmente presente nel sistema attuale e il giusto processo è garantito dal contraddittorio tra le parti. "Se vincesse il sì – ha affermato – si rischierebbe di allontanare il giudice dalla forma mentis che dovrebbe avere".

Elia Folco

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