Il caso giudiziario che coinvolge Nessy Guerra, la giovane madre sanremese attualmente in Egitto e condannata in primo grado a sei mesi di reclusione per adulterio, potrebbe conoscere un nuovo sviluppo. Nelle ultime ore sarebbe infatti emerso un elemento che, secondo la difesa, potrebbe avere un peso nel prosieguo della vicenda giudiziaria. Nel mosaico ancora incompleto del caso emerge infatti un nuovo tassello. Riguarda la moglie dell’uomo che, nel procedimento egiziano, ha ammesso la relazione con Nessy Guerra, circostanza su cui si fonda l’accusa di adulterio. Secondo quanto filtra da chi segue da vicino il caso, la donna avrebbe rilasciato una testimonianza nella quale farebbe riferimento ad alcuni elementi che la difesa considera potenzialmente rilevanti per la ricostruzione della vicenda.
Un passaggio che, sempre secondo quanto trapela dagli ambienti legali, sarebbe ora oggetto di approfondimento e che, secondo la difesa, potrebbe essere utilizzato nel ricorso davanti alla Corte di Cassazione già annunciato nei giorni scorsi. Una storia complicata. Il caso resta estremamente delicato. Solo pochi giorni fa l’ex marito della donna, Tamer, è tornato a esporsi pubblicamente inviando una lunga lettera a diverse redazioni e istituzioni italiane, nella quale ha sostenuto di essere stato assolto in Egitto da tutte le accuse e ha denunciato quella che definisce una campagna diffamatoria nei suoi confronti.
Nel documento l’uomo ha avanzato una serie di richieste alle autorità italiane per un eventuale rientro nel nostro Paese, tra cui la traduzione e legalizzazione delle sentenze egiziane, garanzie per evitare un arresto sul territorio italiano, la restituzione del passaporto e una “riparazione televisiva” della propria reputazione, oltre a un risarcimento del danno. Richieste che, secondo la legale italiana di Nessy Guerra, l’avvocata Agata Armanetti, non trovano però riscontro nel quadro giuridico esistente. “Tra Italia ed Egitto non esiste alcuna convenzione di reciprocità – ha spiegato –. Le decisioni assunte in un Paese non incidono automaticamente sull’altro. Sono ordinamenti completamente autonomi”.
La legale ha inoltre ricordato che l’uomo ha riportato una condanna a tre anni passata in giudicato in Italia, circostanza che renderebbe impossibile garantire preventivamente l’assenza di conseguenze giudiziarie in caso di rientro nel nostro Paese. Una vicenda ancora aperta. Il caso Nessy Guerra continua intanto a muoversi su più livelli. Da una parte il procedimento giudiziario in Egitto, dove la donna ha presentato appello contro la condanna per adulterio; dall’altra il complesso contesto internazionale della vicenda, che coinvolge anche questioni familiari e soprattutto l’affidamento della figlia.
Proprio per questo ogni nuovo elemento viene valutato con particolare attenzione dalle parti coinvolte. Nel frattempo, la posizione di Nessy resta sospesa tra il giudizio d’appello, le iniziative legali che la difesa sta valutando per contestare la ricostruzione dei fatti che ha portato alla condanna e la speranza di un intervento politico da parte del Governo italiano; mentre la petizione per riportare la donna insieme a sua figlia in Italia ha superato le 45mila firme.