'Botta e risposta' sulla vicenda della Fondazione Ernesto Chiappori. Dopo il video pubblicato sui social dal consigliere di amministrazione in scadenza Domenico Martinetto, arriva la replica del presidente Antonio Federico, che parla apertamente di “versioni creative dei fatti” e ricostruzioni parziali. “Ci sono i fatti, e poi ci sono le versioni creative dei fatti”, esordisce Federico, spiegando di voler riportare la discussione “dal piano della narrazione a quello dei fatti reali”.
Nel suo intervento il presidente contesta innanzitutto la ricostruzione sulle dimissioni di Martinetto dalla carica di presidente della Fondazione. Secondo Federico, non si sarebbe trattato di una semplice scelta di opportunità, ma di una situazione prevista dalla normativa. “La situazione di incompatibilità era ed è tuttora prevista dalla normativa vigente, nello specifico dal D.Lgs. 39/2013”, sottolinea, ricordando che il decreto disciplina i casi di inconferibilità e incompatibilità negli incarichi presso pubbliche amministrazioni e fondazioni di diritto privato a controllo pubblico, come la Fondazione Chiappori. Federico chiarisce anche un altro punto citato dal consigliere: il ricorso legato alla vicenda. “Il procedimento risulta tuttora pendente e quindi, a differenza di quanto lasciato intendere, non è stato affatto risolto definitivamente nelle sedi competenti”, afferma.
Il presidente interviene poi sulla questione delle indennità per i membri del consiglio di amministrazione, spiegando che una prima bozza di statuto predisposta dal consulente prevedeva questa possibilità, come avviene in molte realtà analoghe. Tuttavia, precisa, si trattava solo di uno schema preliminare. “Le osservazioni avanzate riguardavano la necessità di parametrare l’eventuale indennità e di vincolarla al parere obbligatorio del revisore dei conti sulla sostenibilità finanziaria”, oltre all’istituzione di un fondo di riserva e alla possibilità di riconoscere una mensilità di premio ai dipendenti. Federico ricorda inoltre che l’8 gennaio scorso, durante una seduta del consiglio di amministrazione alla quale Martinetto era assente, è stato deciso che le cariche del CdA non avrebbero percepito alcuna indennità, operando quindi a titolo gratuito. “Tutto questo è puntualmente riportato nei verbali della seduta”, precisa.
Il presidente aggiunge anche che "Non è mai stata portata in votazione da lui alcuna bozza di statuto che prevedesse compensi". La versione definitiva da lui proposta, e inviata al consulente finanziario — lo studio Guglielmi di Ventimiglia — per il parere tecnico, ribadiva infatti la gratuità degli incarichi. Nel comunicato Federico risponde anche alle accuse di presunte ingerenze politiche. “Forse vale la pena ricordare che il decreto di nomina dell’allora consigliere di amministrazione Martinetto, firmato dal sindaco Scullino, lo indicava già come presidente”, osserva, definendo la circostanza “piuttosto curiosa” perché lo statuto stabilisce che il presidente venga eletto dai membri del CdA. Elezione che, ricorda, è avvenuta con il voto dello stesso Martinetto.
La replica si chiude con un passaggio polemico ma anche ironico: “Per il resto, nessun problema: se qualcuno riterrà opportuno tirarmi in ballo, la Procura della Repubblica potrà verificare serenamente quanto affermo”.
Infine Federico annuncia di voler chiudere qui la polemica. “Per quanto mi riguarda sarà l’ultima replica a questa querelle mediatica”, conclude, spiegando che si tratta di “uno scambio che difficilmente giova alla Fondazione e sottrae tempo ed energie a chi ha ricevuto un incarico per occuparsi della Fondazione e non per partecipare a interminabili scambi sui media”.





