Sanremo Ospedaletti - 27 febbraio 2026, 13:26

Simone Bilardo racconta il valore del tempo e della vita nel bestseller “Vivo più che mai”

Dal mondo della finanza alla malattia: un diario tra immagini, coraggio e una nuova filosofia di vita chiamata posiflow

Simone Bilardo racconta il valore del tempo e della vita nel bestseller “Vivo più che mai”

Quanto vale davvero il tempo? È la domanda che attraversa le pagine di Vivo più che mai: cosa cambieresti oggi se il tempo non fosse infinito, il libro con cui Simone Bilardo ha conquistato il pubblico, scalando le classifiche e diventando in breve tempo un bestseller nazionale. Nato in Indonesia da genitori italiani, Bilardo ha vissuto in oltre dieci Paesi – da Hong Kong alle Filippine, dal Medio Oriente all’Europa – lavorando prima nella finanza e poi come imprenditore tra Londra e Dubai. La sua vita subisce però una svolta improvvisa dopo una caduta durante un allenamento in preparazione a una gara di Ironman: forti mal di testa e nausea portano a esami approfonditi che rivelano la presenza di due tumori al cervello, uno dei quali inoperabile.

Da quel momento nasce un nuovo modo di guardare all’esistenza. Una scoperta drammatica che Bilardo trasforma in forza, scegliendo di raccontarsi sui social e attraverso un diario di vita che unisce parole e immagini, capaci di fissare per sempre i momenti più significativi del suo percorso. «Vivo più che mai», scrive, invitando a riflettere su cosa cambieremmo oggi se il tempo non fosse infinito. Nel libro trovano spazio anche gli affetti: tra tutti, la moglie Silvia, simbolo di un amore che resiste e accompagna, paragonato alle tre fasi di un Ironman. Per Bilardo, i “veri guerrieri” sono le persone che restano e che danno senso alle immagini dell’album della vita.

Al centro della sua filosofia c’è il rifiuto della “ruota del criceto”, la corsa verso obiettivi che non ci appartengono davvero. Un pensiero che richiama le “Supervacuae occupationes” di Lucio Anneo Seneca, tutte quelle occupazioni inutili che rischiano di farci perdere di vista ciò che conta. Nell’ultimo capitolo, Bilardo individua tre modi di iniziare la giornata – con l’oroscopo, con il caffè o con l’ansia – e propone un’alternativa: il posiflow, un carpe diem moderno che invita a vivere ogni istante con consapevolezza e felicità, anche davanti alla malattia. Un messaggio chiaro: il tempo non è infinito e la vita è troppo breve per rincorrere ciò che non ci appartiene.

A cura di Giulia Boeri e Leonardo Maria Goracci

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