Festival di Sanremo - 27 febbraio 2026, 12:35

76° Festival di Sanremo, la metamorfosi di Serena Brancale: "Mi spoglio del personaggio, sul palco porto la mia ferita"

L’artista barese riceve il Premio Lunezia per il valore letterario di "Qui con me" e annuncia il Sacro Tour: "Cantare questo brano è la mia terapia"

C’è una sottile, potente linea di demarcazione tra l’intrattenimento e l’urgenza comunicativa. Serena Brancale quest’anno ha deciso di attraversarla, abbandonando le vesti della "performer" trainante per mostrare una donna che fa i conti con il proprio passato. La sua partecipazione a Sanremo con il brano “Qui con me” non è solo una gara, ma un atto di liberazione che le è valso il prestigioso Premio Lunezia.

Una lettera a sua madre, scomparsa sei anni fa, che diventa la voce di chi, come Serena, vive l’assenza di un affetto.

Impegnata nel tour di Anema e Core, lo scorso anno, Brancale ha tradotto i suoi sentimenti in musica e parole. Un processo creativo quasi doloroso: "Quando a giugno ho scritto questo brano, non arrivavo al ritornello, piangevo. Ho più difficoltà a parlarne che a cantarlo, ma sono riuscita a trovare il giusto equilibrio”.

Rispetto alla partecipazione dello scorso anno, arrivata a dieci anni dalla prima volta, il cambiamento è radicale. Se nel 2025 la loop station era lo scudo e lo strumento per far ballare l'Ariston, oggi la musica si fa introspezione.

"Rispetto allo scorso anno è cambiato tutto: ho preso coraggio e consapevolezza", confessa l’artista. Una promessa che si era fatta e che ha mantenuto: "Se torno a Sanremo, porto la parte più intima, la persona di cui mi farà male parlare e per cui la musica mi farà da terapia. Sto portando troppa me stessa sul palco, ma ne sono fiera".

Il legame familiare è il baricentro di questa avventura sanremese. Serena si definisce "più figlia che personaggio", un’identità che culminerà simbolicamente nella serata finale, quando indosserà l’abito di sua madre.

"Mia madre era una cantante, sto portando avanti il suo sogno e il mio. Questo mi dà tantissima forza. Glielo devo e lo devo a me stessa. Ora inizio a credere in me stessa più di tutti".

Anche la collaborazione con Nicole Brancale, la sorella, che la affianca nell’avventura dirigendo l’orchestra, ha assunto una sfumatura nuova: "L'anno scorso abbiamo portato la festa, quest'anno le ho chiesto di venire con me, di esserci. La musica non è solo giocare con la loop station, è una carezza, una lettera a mia madre".

Nonostante il carico emotivo, il brano resta una sfida tecnica di altissimo livello. Un equilibrio precario tra il pianto e il controllo del fiato: "Il brano è tecnico, con note potenti dove devi spingere con le emozioni. La cosa che mi sono detta è: non piangere prima di cantare, tecnicamente non si può".

Questa sera Brancale sarà impegnata sul palco con giganti del jazz mondiale Gregory Porter e Delia in una versione internazionale di Besame Mucho. Un incontro nato a New York che promette di trasformare l'Ariston in un prestigioso jazz club: "Per me sarà come andare a una jam session al Blue Note".

Il valore del testo di “Qui con me” è stato ufficialmente riconosciuto con la consegna del Premio Lunezia. Edoardo Garrone ha omaggiato l'artista con un mazzo di ranuncoli "Giannina", simbolo di purezza e speranza, sottolineando come il testo sia in perfetta "osmosi con la melodia".

Il viaggio di Serena a Sanremo è solo una tappa. Ad aprile partirà da Londra il "Sacro Tour", una serie di appuntamenti live che attraverserà l'Europa per concludersi a ottobre nella sua Bari, chiudendo un cerchio.

Isabella Rizzitano

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